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venerdì 19 ottobre 2012

RAGUSA - Cna “Settore edile a un passo dal tracollo. Predisposta una piattaforma di richieste”


Cinquecento imprese edili fallite, 80mila lavoratori licenziati, 6 miliardi di fondi comunitari fermi, quattro miliardi di pagamenti alle imprese bloccati. E’ il quadro drammatico in cui versa il settore delle costruzioni in Sicilia. Quadro drammatico che si ripercuote anche in provincia di Ragusa dove gli artigiani e le piccole e medie imprese edili e i loro operai sono quelli che stanno pagando pesantemente i costi di questa tragedia di enorme proporzioni di cui non si vede la fine.
E’ questo il senso della denuncia che la Cna costruzioni dell’area iblea fa con riferimento al fallimento di una Regione che, in questi decenni passati, non ha mai lavorato per creare uno sviluppo economico e produttivo e un’occupazione stabile ma ha dilapidato le consistenti risorse finanziarie in spese improduttive, clientelismo, inefficienza burocratica e corruzione. “Ecco perché Cna costruzioni chiede, anche in provincia di Ragusa – dice il presidente provinciale, Bartolo Alecci – una svolta radicale e scelte immediate a sostegno degli artigiani e delle piccole e medie imprese. Intanto sul fronte del lavoro rispetto a cui è necessario sbloccare i fondi comunitari, destinando una quota di almeno 200 dei 600 milioni arrivati dal Governo nazionale per il cofinanziamento. Serve, poi, attivare quelle misure del Por Sicilia che permettano di avviare immediatamente, negli enti locali, centinaia di progetti esecutivi di piccole opere immediatamente cantierabili. E’ necessario, altresì, rendere più flessibile il patto di stabilità per le infrastrutture finanziate con i fondi europei”.
La Cna costruzioni chiede all’assessorato regionale alle Attività produttive di pubblicare immediatamente il bando che finanzia i consorzi artigiani che si insediano nelle aree attrezzate, dato che i soldi sono disponibili. “Inoltre – prosegue il responsabile provinciale Vittorio Schininà – viene chiesto di accelerare al massimo tutte le procedure per lavori che risultano già finanziati con finanziamenti regionali o nazionali, o per opere bloccate per questioni burocratiche. Evidenziamo, però, che al dramma della mancanza di lavoro si è aggiunta la tragedia delle imprese che hanno fatto i lavori, pagato i salari, versato i contributi previdenziali e assistenziali, le tasse e le imposte, con le banche che stanno col fiato sul collo, le quali imprese non vengono pagate dalle Pubbliche amministrazioni e rischiano di fallire o falliscono con ripercussioni personali e familiari pesantissime. Gli enti locali non ritardino e non blocchino i pagamenti anche quando non esistono motivi ostativi; oppure non impongano alle imprese l’inizio dei lavori se non hanno la certezza della copertura finanziaria per i pagamenti”.
E’ necessario, per la Cna, che il Governo regionale e nazionale intervengano con urgenza attivando tutte le misure necessarie per obbligare le pubbliche amministrazioni a pagare il dovuto alle imprese. Rispetto a questa situazione che la Cna costruzioni denuncia da molto tempo, anche con manifestazioni unitarie pubbliche di tutto il settore, o c’è un intervento adeguato delle istituzioni regionali e nazionali perché possa essere avviato un processo di svolta e di cambiamento per lo sviluppo produttivo della Sicilia o il rischio della frantumazione della coesione sociale diventa sempre più un pericolo reale.

Il responsabile provinciale
dott. Vittorio Schininà

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