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martedì 11 novembre 2014

La Cna ha incontrato il presidente Crocetta. Sul tappeto la questione della mancata rotazione dei fondi Crias dopo che le somme sono state dirottate sui forestali

La visita del presidente Crocetta alla Fiera Emaia non ha avuto solo un aspetto consacrativo dell'esposizione novembrina. Grazie ad una pubblica e garbata sollecitazione del presidente del Consiglio comunale, Salvatore Di Falco, opportunamente spronato dalla Cna territoriale di Vittoria, il presidente, a margine della sua visita, ha incontrato il presidente regionale Cna Giuseppe Cascone, il presidente della sede di Vittoria, Giuseppe Santocono, con il responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio. Al centro del colloquio lo stallo delle numerose domande di credito deliberate dalla Crias ma non erogate per mancanza di fondi (dirottati sui forestali). E' stato fatto notare come entro il 31 dicembre la Regione deve spendere 500 milioni di euro di fondi Por Fers 2007–2013. Se tali somme non saranno utilizzate torneranno a Bruxelles. Per questo è stato chiesto a Crocetta di rafforzare da subito il fondo di rotazione della Crias in modo da sbloccare le numerose domande che giacciono inevase. “La logica, secondo noi rivoluzionaria – hanno spiegato i vertici della Cna a Crocetta – deve essere accesso al credito per tanti e non contributi per pochi intimi. Solo così si rimette in moto l'economia e la capacità delle imprese artigiane che insieme con l'agricoltura sono il vero motore del nostro territorio e della Sicilia. Un principio che abbiamo ribadito in un documento che avevamo consegnato all'ex commissario straordinario della Crias, avv. Nasca, e che abbiamo riproposto al presidente Crocetta il quale, oltre a condividere le nostre proposte, si è impegnato ad organizzare una conferenza regionale sulla microimpresa siciliana. Da parte nostra continueremo ad incalzare la politica e le istituzioni affinché sostengano con atti concreti il rafforzamento e la crescita delle attività artigianali, le uniche che da sempre creano sviluppo, reddito e occupazione nella legalità”.

giovedì 6 novembre 2014

FONDI CRIAS DIROTTATI SUI FORESTALI


DA LA SICILIA DEL 06/11/2014

E’ una guerra a ritmo di parole e posizioni. Ritmo costante ed incalzante. Da una parte la piccola e media impresa, dall’ altra la politica dei grandi numeri. Il sistema, che a quanto pare non sistema. Non uno scontro tra entità alla pari, purtroppo. La piccola media impresa, sulla quale un intero paese, l’Italia, si regge, oramai da tempo lamenta la mancata facilità circa l’accesso al credito. Già, da tempo! La stranezza sta proprio qui, neanche enti pubblici come la Crias riescono a garantire prestiti deliberati da mesi. Attenzione, non si parla di pratiche ancora in corso di istruzione, ma bensì di documentazioni già esitate, la cui erogazione viene negata per “mancanza di fondi”. Nel frattempo, però, accade che cifre importanti siano destinate ai precari della forestale. Venti milioni di euro che sarebbero stati prelevati dal fondo Crias per l’agricoltura. Anche i forestali sono lavoratori, questo è certo, ma risolto un problema, ed il termine risolto assurge a connotazioni eufemistiche, ne rimangono due senza una immediata soluzione. Il primo, riguarda le imprese artigiane con prestiti deliberati e non erogati ed il secondo, le imprese agricole che al danno per un vissuto momento critico, aggiungono una sorta di beffa per soldi destinati ad altra funzione, ma non quella di settore. Per chiarezza si rende chiaro informare come in Sicilia siano venticinque mila gli operai forestali per una superficie boscata di cinquecentomila ettari. Un operaio ogni venti ettari. La Toscana, regione ricca di boschi ben curati, ha un operaio ogni trecento ettari. Provata a riassumere la vicenda, abbiamo ascoltato alcuni dei titolari di queste imprese artigiane, che poi in realtà sono i titolari di ditte individuali. Autoriparatori, carrozzieri, fornitori di materiali per l’edilizia, ingrosso tessile. Tutti accomunati dallo stesso problema. Una pratica presentata un anno fa e che ancora non è stata erogata. Il confronto con loro è sereno, ma non altrettanto i loro pensieri. Contrariati e delusi. “Ci dicono che i fondi non ci sono, ma per i forestali ci si premura ad attingere dal fondo Crias per l’agricoltura. Parliamo di venti milioni di euro. Come è possibile?”. I forestali – racconta Giuseppe, titolare di una ditta individuale per la fornitura di materiale edile - non hanno la stessa pazienza degli artigiani o degli agricoltori, ma hanno qualche deputato che si avvantaggia elettoralmente della loro disperazione. Non ci interessa – aggiunge Grazia, socia di una ditta familiare del comparto tessile – fare la guerra a dei precari, ma in Sicilia anche i neonati sanno come dietro i forestali ci sia un sistema fatto di cattiva politica, clientelismo, assistenzialismo e tanta fantasia approssimativa che genera consenso”. E’ disgustoso – continua Rocco, autoriparatore, – vedere come questo scippo, (in riferimento ai fondi per i forestali ndr), sia stato salutato positivamente dal Governatore e da diversi parlamentari regionali, quasi fosse una cosa di cui vantarsi. La piccola impresa siciliana, per il sistema politica, non merita nessuna considerazione. E’ un peso. Una cosa è certa – conclude Giuseppe –, con quest’atto hanno fatto chiarezza. Ci hanno dimostrato come le difficoltà dei seimila piccoli imprenditori artigiani e dei trentamila piccoli imprenditori agricoli operanti in provincia di Ragusa, a loro non interessino”. Fondi di rotazione o capitoli destinati a ciascuna di queste operazioni, in realtà, cambia poco. Da comprendere c’è una situazione che riguarda specifiche soluzioni a corredo di un comparto. Attendere oggi è impossibile. Le ditte questo lo sanno. La politica deve capirlo. In fretta.
Davide La Rosa

giovedì 26 dicembre 2013

30 MILIONI NEL FONDO DI ROTAZIONE DELLA CRIAS. ACCOLTA UNA DELLE NOSTRE RICHIESTE.

Recepita una delle nostre richieste che la nostra organizzazione, nell'agosto scorso, avanzò in un convegno dal titolo “Se riparte il credito ripartono le imprese” dove era presente il commissario straordinario della CRIAS, avv. Filippo Nasca. Infatti, pare che sia intenzione della Regione trasferire almeno 30 milioni di euro dei fondi Ue 2007-2013 non spesi nel fondo di rotazione della Crias. Se tutto sarà fatto si sbloccherando le tante domande di prestito d'esercizio e mutui ipotecari per investimenti, che giacciono inevase per mancanza di liquidità in più si accelererà l'iter delle domande in corso.  Una vera boccata d'ossigeno che rimetterebbe in moto migliaia di imprese artigiane anche nel nostro territorio, grazie all'accesso al credito a costi bassissimi. La notizia è stata data da Filippo Ribisi, coordinatore del "Tavolo regionale permanente per la crescita e lo sviluppo" di cui fa parte anche la CNA.

Questo il testo del documento che fu consegnato al Commissario Nasca.

 Riformare la CRIAS secondo le esigenze delle imprese artigiane. Proposte della CNA al Commissario della CRIAS e ai parlamentari regionali della nostra provincia.

In Sicilia utilizzare bene i fondi del Programma Operativo Regionale, stanziati dall'Europa, è il problema. Che si tratti di poche decine di euro o di milioni di euro messi a disposizione poco importa, la prassi prevede intanto almeno 262 passaggi prima di arrivare all’effettiva erogazione delle risorse del Programma operativo europeo. Bandi troppo macchinosi, procedure eccessivamente farragionose, basta vedere gli ultimi due avvisi relativi all'artigianato (il bando di selezione con procedura a graduatoria per investimenti, ricerca e infrastrutture e il bando con procedura a sportello) per trovare conferma. A dire queste cose non siamo noi. Il conto è stato fatto dagli uffici del Ministero dello sviluppo economico i quali hanno certificato che esiste un groviglio burocratico di norme, adempimenti, passaggi e pareri capaci di scoraggiare e fiaccare anche il più determinato degli imprenditori. Questo atteggiamento ha provocato e continua a provocare danni enormi alla nostra economia, soprattutto alle piccole imprese. In Sicilia la spesa delle risorse europee è ferma (sempre secondo l'analisi svolta dal Ministero dello Sviluppo Economico) intorno al 19%. La somme certificate sono di 1,1 miliardi e per evitare il disimpegno di oltre 700 milioni la Regione dovrebbe spendere da qui alla fine dell’anno cento milioni al mese, 3,3 milioni al giorno. Ma come si fa se l’iter di un bando qualsiasi, anche il più semplice, dura come minimo tre anni? Una soluzione potrebbe essere quella di mettere una parte significativa di queste somme nel fondo di rotazione della CRIAS (come anche IRCAC e IRFIS) e cominciare a dare credito alle imprese. I bandi “cervellotici e confusionari” pare che servano più a certi studi di consulenza che alle imprese. Credito per tanti quindi e non contributi per pochi intimi. Rafforzando notevolmente il fondo di rotazione molte domande di prestito d'esercizio e mutui ipotecari per investimenti, che giacciono inevase per mancanza di fondi, verrebbero finalmente soddisfatte. Si rimetterebbero in moto migliaia di imprese attualmente in difficoltà e si avrebbe liquidità a costi bassissimi.Naturalmente, i tassi d'interesse che applica la CRIAS, vanno mantenuti invariati così come va mantenuto il criterio di affidamento che fortunatamente è lontano dalle logiche degli istituti bancari cioè senza garanzie. Però, per quanto riguarda il credito d'esercizio, vanno aumentati gli importi da erogare (attualmente vanno da € 5.000, € 30.500,00). L'ipotesi che avanziamo e di nuovi “prodotti” che prevedano prestiti d'esercizio a partire da € 10.000,00 fino ad un massimo di € 50.000,00. L'attività artigianale è cambiata, da lavoro autonomo si è trasformata in impresa quindi servono prodotti di accesso al credito diversi, più confacenti alle nuove esigenze. Ovviamente vanno anche rivisti i periodi di rimborso, che devono essere sempre commisurati all'importo concesso ma non può più essere minimo 25 - max 29 rate mensili con quattro mesi di preammortamento. La proposta che avanziamo è minimo 36 e max 60 rate mensili senza nessun periodo di preammortamento. Naturalmente l'importo del finanziamento deve essere sempre determinato in base al volume d'affari che si evince dall'ultima denuncia IVA dell'impresa. Alle imprese artigiane serve liquidità a costi bassi e un po più dilazionata nel tempo. La CRIAS se opportunamente riformata e modernizzata può diventare nuovamente protagonista del processo di industrializzazione dell'economia siciliana e del nostro territorio in particolare, sostenendo il rafforzamento e la crescita delle attività artigianali che da sempre creano sviluppo, reddito e occupazione nella legalità. Non favorire accesso al credito a questo modello dimensionale d'impresa, non modernizzare la CRIAS (cda costoso e poco utile così come le consulenze esterne), alla luce di questa crisi, significa non sostenere la crescita dei territori.

mercoledì 9 ottobre 2013

L’incredibile e infinita vicenda della moratoria Crias Adesso mancherebbe un allegato

“La proroga della moratoria Crias è diventata una soap opera. Sembra non avere mai una fine”. E’ quanto affermano Giorgio Savarino, componente della presidenza provinciale Cna, e Giorgio Stracquadanio, responsabile organizzativo della sede territoriale di Vittoria, che stanno seguendo, per conto dell’associazione di categoria, l’evolversi della complicata vicenda. “Sono numerose le imprese artigiane in provincia – dicono Savarino e Stracquadanio – che hanno fatto richiesta di moratoria dopo il 31 dicembre 2012 al fine di ottenere l'agevolazione richiesta. Infatti, alcune attività artigianali che avevano contratto mutui ipotecari per investimenti con la Crias, grazie alle proroghe formulate dalla Cna, hanno presentato richiesta di moratoria alla stessa. Recentemente, però, abbiamo appreso come la Crias non può istruire le istanze successive al 31 dicembre 2012, né può deliberare in autonomia l'applicazione della sospensione, perché in assenza di espressa autorizzazione della Regione. Infatti nel decreto di proroga, n. 310 del 20 giugno 2013, l’assessore all’Economia ha sì prolungato i termini fissati nell’originario accordo, ma per una svista degli uffici dello stesso assessorato dell’Economia non è stato incluso l’allegato A3 di cui al decreto n. 34/2012 che fa riferimento, guarda un po’ il caso, alla Crias”.
“Il dott. Nasca, commissario straordinario Crias – dicono ancora Savarino e Stracquadanio – sollecitato dalla nostra organizzazione, si è subito attivato per venire incontro alle esigenze delle imprese. Infatti, ha precisato che le istanze presentate fino al 30 giugno non devono essere considerate respinte, ma per il momento soltanto improcedibili, in attesa che il decreto assessoriale n. 310 del 20 giugno 2013 venga integrato. Serve quindi che l'assessore all'Economia aggiunga al decreto anche l'allegato A3. Invitiamo, per l'ennesima volta, i deputati all’Ars Pippo Digiacomo, Giorgio Assenza, Nello Dipasquale, Orazio Ragusa e Vanessa Ferreri, ad attivarsi. Livelli regionali della Cna si sono già resi operativi affinché il decreto possa essere integrato e recepisca anche l'allegato A3. Non è possibile che questa vicenda assuma risvolti così assurdi. Gli investimenti, gli sforzi e le difficoltà delle piccole e medie imprese artigiane del nostro territorio non meritano questo trattamento”.

mercoledì 7 agosto 2013

SE RIPARTE IL CREDITO RIPARTONO LE IMPRESE

Riformare la CRIAS secondo le esigenze delle imprese artigiane. Proposte della CNA al Commissario della CRIAS e ai parlamentari regionali della nostra provincia.

In Sicilia utilizzare bene i fondi del Programma Operativo Regionale, stanziati dall'Europa, è il problema. Che si tratti di poche decine di euro o di milioni di euro messi a disposizione poco importa, la prassi prevede intanto almeno 262 passaggi prima di arrivare all’effettiva erogazione delle risorse del Programma operativo europeo. Bandi troppo macchinosi, procedure eccessivamente farragionose, basta vedere gli ultimi due avvisi relativi all'artigianato (il bando di selezione con procedura a graduatoria per investimenti, ricerca e infrastrutture e il bando con procedura a sportello) per trovare conferma. A dire queste cose non siamo noi. Il conto è stato fatto dagli uffici del Ministero dello sviluppo economico i quali hanno certificato che esiste un groviglio burocratico di norme, adempimenti, passaggi e pareri capaci di scoraggiare e fiaccare anche il più determinato degli imprenditori. Questo atteggiamento ha provocato e continua a provocare danni enormi alla nostra economia, soprattutto alle piccole imprese. In Sicilia la spesa delle risorse europee è ferma (sempre secondo l'analisi svolta dal Ministero dello Sviluppo Economico) intorno al 19%. La somme certificate sono di 1,1 miliardi e per evitare il disimpegno di oltre 700 milioni la Regione dovrebbe spendere da qui alla fine dell’anno cento milioni al mese, 3,3 milioni al giorno. Ma come si fa se l’iter di un bando qualsiasi, anche il più semplice, dura come minimo tre anni? Una soluzione potrebbe essere quella di mettere una parte significativa di queste somme nel fondo di rotazione della CRIAS (come anche IRCAC e IRFIS) e cominciare a dare credito alle imprese. I bandi “cervellotici e confusionari” pare che servano più a certi studi di consulenza che alle imprese. Credito per tanti quindi e non contributi per pochi intimi. Rafforzando notevolmente il fondo di rotazione molte domande di prestito d'esercizio e mutui ipotecari per investimenti, che giacciono inevase per mancanza di fondi, verrebbero finalmente soddisfatte. Si rimetterebbero in moto migliaia di imprese attualmente in difficoltà e si avrebbe liquidità a costi bassissimi. Naturalmente, i tassi d'interesse che applica la CRIAS, vanno mantenuti invariati così come va mantenuto il criterio di affidamento che fortunatamente è lontano dalle logiche degli istituti bancari cioè senza garanzie. Però, per quanto riguarda il credito d'esercizio, vanno aumentati gli importi da erogare (attualmente vanno da € 5.000, € 30.500,00). L'ipotesi che avanziamo e di nuovi “prodotti” che prevedano prestiti d'esercizio a partire da € 10.000,00 fino ad un massimo di € 50.000,00. L'attività artigianale è cambiata, da lavoro autonomo si è trasformata in impresa quindi servono prodotti di accesso al credito diversi, più confacenti alle nuove esigenze. Ovviamente vanno anche rivisti i periodi di rimborso, che devono essere sempre commisurati all'importo concesso ma non può più essere minimo 25 - max 29 rate mensili con quattro mesi di preammortamento. La proposta che avanziamo è minimo 36 e max 60 rate mensili senza nessun periodo di preammortamento. Naturalmente l'importo del finanziamento deve essere sempre determinato in base al volume d'affari che si evince dall'ultima denuncia IVA dell'impresa. Alle imprese artigiane serve liquidità a costi bassi e un po più dilazionata nel tempo. La CRIAS se opportunamente riformata e modernizzata può diventare nuovamente protagonista del processo di industrializzazione dell'economia siciliana e del nostro territorio in particolare, sostenendo il rafforzamento e la crescita delle attività artigianali che da sempre creano sviluppo, reddito e occupazione nella legalità. Non favorire accesso al credito a questo modello dimensionale d'impresa, non modernizzare la CRIAS (cda costoso e poco utile così come le consulenze esterne), alla luce di questa crisi, significa non sostenere la crescita dei territori.

sabato 20 luglio 2013

Il Presidente Crocetta a Vittoria. Avremo la possibilità di incontrarlo?

Apprendiamo dalla stampa che lunedì prossimo sarà in visita a Vittoria il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, accompagnato da tutta la sua giunta regionale. Siamo certi che l'Amministrazione Comunale avrà l'accortezza e l'interesse di invitarci. Da tempo chiediamo un confronto su alcuni temi precisi a partire dall'atteggiamento vessatorio e persecutorio di Riscossione Sicilia spa, società partecipata per il 90% dalla Regione. Su questo tema il presidente è stato sempre poco attento, un po distratto, forse poco informato. Ogni giorno però grazie a Riscossione Sicilia chiudono imprese sane entrate nel vortice delle difficoltà dettate dalla crisi. Vorremmo parlare di Crias, di accesso al credito e di una moratoria che non parte per la mancanza di comunicazione tra uffici regionali e la stessa Crias. Nell'era del wifi, del 2.0, della fibra ottica, qui ancora non si riesce a comunicare neanche con i segnali di fumo. Intanto le imprese aspettano e qualcuno è pure sull'orlo della disperazione. Poi vorremmo anche capire se le imprese artigiane sono importanti e strategiche per lo sviluppo di questa terra. Noi siamo certi che sono le uniche attività che praticano il binomio sviluppo-legalità e non delocalizzano come chi quel binomio invece lo predica bene, in modo pomposo e altisonante, ma non lo pratica in modo corretto. Infine, sempre se ci sarà data la possibilità, vorremo anche dire che la nostra preoccupazione più grande è come l'economia criminale stia diventando padrona della crisi. Le imprese artigiane stanno resistendo malgrado non vengano supportate da adeguati programmi d'investimento in innovazione, servizi, formazione vera, infrastrutture e difficoltà di accedere al credito a costi sostenibili. A questo aggiungiamo anche le “opprimenti molestie” di una società di riscossione regionale capace nel bloccare le imprese. Ci pare evidente come la praticità gestionale della mafia, con alcuni dei suoi “servizi”: usura, controllo del territorio e disponibilità economica, sia in grado di rilevare, con le buone o con le cattive, il meglio dell'economia legale attualmente indebolita dalle difficoltà.
Caro Sindaco e caro Presidente, quando il lavoro i sacrifici per mettere su un'attività, servono solo a galleggiare, a sopravvivere, quella è la peggiore delle solitudini. La mafia non cerca altro. Siamo certi che questa possibilità ci sarà data, viceversa - e non ci crediamo - sarebbe un atto di arresa.

venerdì 28 giugno 2013

MORATORIA CRIAS: FINALEMTE IL DECRETO E' ARRIVATO.

Finalmente l'Assessore regionale all'Economia, Luca Bianchi, ha firmato il decreto n. 310 del 20/06/2013 che da attuazione alla moratoria della CRIAS. Un atto che le imprese artigiane, quelle che hanno contratto mutui ipotecari per investimenti,  aspettavano da tempo. Come organizzazione abbiamo dovuto marcare ad uomo l'assessore, i dirigenti, i funzionari per arrivare ad ottenere quest'atto. Sembrava una cosa dovuta e invece per ottenere una firma ci siamo trasformati, senza volerlo,  in rompiscatole. La nostra attenzione non si ferma perché adesso la CRIAS non avrà alibi, dovrà applicare la moratoria e permettere alle nostre imprese che hanno presentato domanda di ottenere l'agevolazione richiesta.

venerdì 21 giugno 2013

MORATORIA CRIAS, PER FARLA PARTIRE SI ATTENDE LA TRAGEDIA?

La giunta regionale su sollecitazione della CNA con delibera del 29 maggio scorso prorogava al 30/06/2013 la moratoria per le imprese artigiane che avevano contratto mutui per investimento con la CRIAS. Naturalmente molte imprese del nostro territorio stanno provando ad approfittare di questa agevolazione facendo richiesta alla stessa CRIAS. L'istituto però non può dare seguito alle domande perché, pare, che gli assessorati competenti (Economia e Attività produttive), a quasi un mese dalla deliberazione, non hanno ancora prodotto i decreti attuativi. Il rischio è che le istanze rimangano inevase e le agevolazione si possano perdere. Sollecitiamo quasi giornalmente i vari dipartimenti regionali, ma tutto sembra bloccato, congelato. Inoltre, la deputazione regionale di questa provincia pare che viva su un altro pianeta. La loro attenzione è tutta rivolta ai ballottaggi, non possono distrarsi. Il rischio però è che qualche imprenditore artigiano impossibilitato a pagare la rata del mutuo, contratto con la CRIAS, non ottenendo l'aiuto sperato e trovandosi in forte difficoltà possa compiere qualche gesto insano. Pazienza,  qualcuno si indignerà per qualche giorno, altri faranno la faccia di circostanza, infine c'è ne faremo tutti  una ragione, tanto oramai "per colpa della crisi" ci siamo abituati a queste cose.

giovedì 6 giugno 2013

Moratoria Crias, prorogato al 30 giugno il termine per le istanze. La Cna: “Delibera non notificata mentre le imprese sono a secco”

La moratoria Crias comincia finalmente ad assumere contorni chiari. E’ quanto affermano il presidente della Cna territoriale di Vittoria, Giuseppe Santocono, e il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio. “Intanto la Giunta regionale, su sollecitazione della nostra organizzazione – spiegano i due in un documento – ha deliberato a fine maggio una nuova proroga dei termini. Infatti si potranno presentare domande di moratoria alla Crias fino al 30 giugno 2013. La delibera, però, non è stata ancora né pubblicata né notificata ai dipartimenti di competenza e quindi le imprese che hanno fatto richiesta rimangono in attesa. Mentre il tempo passa, inesorabilmente le scadenze arrivano e le rate dei mutui vanno pagate. In provincia di Ragusa, per quanto abbiamo appurato, sono diverse le imprese che hanno fatto già richiesta di moratoria ma non hanno ricevuto alcuna notizia. Molte di queste attività non hanno più la forza economica di rispettare la scadenza e le loro preoccupazioni aumentano giornalmente. E' opportuno che la Regione, in particolare i dipartimenti degli assessorati Attività produttive ed Economia, forniscano in tempi rapidi i relativi decreti attuativi alla Crias. Non si perda tempo, la crisi sta creando preoccupazione e disperazione”.

mercoledì 22 maggio 2013

Moratoria Crias, la regione continua a perdere tempo. Le imprese artigiane non possono più aspettare.


Egregio Ass. Reg. all'Economia dott. Bianchi

Nel marzo scorso la giunta regionale deliberava la proroga della moratoria CRIAS per le imprese artigiane siciliane che avevano contratto mutui per investimenti. Naturalmente a seguito dell'atto servivano dei decreti attuativi fatti dall'assessorato alle Attività Produttive e dall'assessorato al Bilancio. Pare, (il condizionale è obbligatorio) che la sua collega dott.Vancheri, (ass. alle attività produttive), si sia attivata. E lei? Facciamo presente che sono diverse le imprese siciliane che attendono questa agevolazione richiesta più volte è ottenuta non per sensibilità politica ma per la tenace e coriacea volontà della nostra organizzazione. Cosa aspetta? Non vede cosa sta accadendo i Sicilia? Si  deve attendere l'ennesimo atto sconsiderato di qualche piccolo imprenditore artigiano? Perché tanto tempo per un atto nei fatti formale? Lo sa che le domande presentate dopo un certo periodo possono essere rigettate proprio per la mancanza di questo decreto attuativo? Si muova. Dia forma concreta alla sua azione amministrativa.

mercoledì 24 aprile 2013

24 aprile, la CNA incontra l'ass. regionale Vancheri. Breve cronaca di una commedia.


24/04/2013
Accesso al credito (?) questo il tema principale dell'incontro che oggi si è tenuto a Palermo presso l'Assemblea regionale siciliana tra la delegazione della CNA regionale, il presidente dell'attività produttiva, on. Marziano e l'ass. alle attività produttive, dott.ssa Vancheri. Nella delegazione erano presenti due dirigenti della CNA di Vittoria, Rosario Oliveri e Salvatore Greco. Entrambi hanno appreso dalla viva voce della Vancheri del taglio netto e sostanzioso al fondo di rotazione della Crias (Cassa Regionale per il credito alle Imprese Artigiane Siciliane. Il fondo, infatti, da 10 milioni di euro è stato ridotto a 3 milioni di euro. Secondo l'on Marziano, con alcuni aggiustamenti di bilancio, il fondo, potrà essere aumentato di 1 milione di euro, quindi portato a 4 milioni di euro (l'elemosina di sempre). Davanti ad una crisi  così  feroce ci vorrebbe, più attenzione, più impegno, maggiore sensibilità, soprattutto per facilitare e agevolare l'accesso al credito alle oltre 80 mila imprese artigiane che creano realmente lavoro e sviluppo nel nostra regione.  L'ass. Vancheri si è arrampicata sugli specchi, ha detto più volte, per difendersi, di avere le imprese artigiane nel cuore ma non può fare nulla (si potrebbe dimettere).  Parole di circostanza e consolatorie ma tecnicamente sono sembrate una presa in giro. La visita di oggi è stata comunque chiarificatrice. Si è preso atto definitivamente che la politica del governo Crocetta guarda con più attenzione a chi parla, qua, di sviluppo e legalità ma produce ammortizzatori per veicoli industriali, auto e treni in Cina (come il dirigente di Confindustria Montante) e fa finta invece di considerare, opeggio consolare,  81 mila artigiani che praticano realmente la legalità e creano lavoro e sviluppo esclusivamente in Sicilia.

venerdì 28 dicembre 2012

Moratoria CRIAS, forse ci siamo.


Finalmente, forse, si apre uno spiraglio per la moratoria Crias. Dopo aver spiegato, in modo incalzante, l'importanza di questa misura sia al presidente Crocetta che all'ass. Vancheri tramite lettere, fax, sms, twitt e post; pare che a breve la giunta regionale darà “potere” di deliberazione al commissario della Crias e prorogherà l'agevolazione. Va sottolineato come in questa vicenda la Cna si è mossa a tutti i livelli ad iniziare dal quello regionale. Infatti, il presidente Giuseppe Cascone e il segretario regionale Mario Filippello nell'incontro con l'assessore (27/12/2012) hanno rinnovato le nostre richieste. Va evidenziato anche l'interessamento della deputazione regionale del nostro territorio, ed in particolare degli on.li Giuseppe Digiacomo e Giorgio Assenza. Entrambi, nell'ultimo periodo, si sono attivati nel sollecitare la sospensione.
Non immaginavamo che per venire incontro a delle esigenze legittime, dovute, doverose si dovesse insistere in questo modo. E' proprio vero che l'idea di rilancio e salvaguardia delle microimprese è confinato negli angoli più bui del dibattito politico. L'impresa artigiana non ha mai chiesto sussidi, ma attenzione e rispetto. Soltanto per questa ragione dovrebbe ricevere più cure. Noi siamo impegnati affinché questo modello economico riceva il rispetto dovuto, abbia pieno diritto di cittadinanza e non venga trattato da figurante. Continueremo a vigilare, sollecitare e denunciare ogni forma di ingiustizia o dimenticanza che ne impedisce crescita e sviluppo.  Il futuro di questo territorio dipende dalle microimprese e dalla loro capacità di migliorarsi.



venerdì 7 dicembre 2012

Le nostre sollecitazioni al presidente Crocetta, forse, cominiciano a dare i primi frutti.


Dal profilo facebook di Crocetta presidente


Palermo 6 dic.

E' stato definita stamane, con la partecipazione del Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, dell'assessore all'economia Bianchi e del dirigente della programmazione Bonanno, la questione relativa alla programmazione dei fondi strutturali europei. In particolare per la chiusura della programmazione mancava la definizione al alcune attività del settore turistico, già chiariti e la definizione di circa un miliardo e seicentomila euro. La definizione della strutturazione, ha indicato come prioritario lo sblocco di tutte le zone franche urbane, allora definite con apposita procedura dai governi nazionale e regionale e coinvolgerà circa 20 città siciliane che avevano partecipato al bando. La scelta è di finanziare tutti progetti che erano stati presentati. Nel 2013 riceveranno circa il 50% dei contributi, e il restante 50% nella nuova programmazione. "Con questa scelta - afferma Crocetta - si consente alle città di iniziare a lavorare per le Z.f.u." Accanto a questo, e' stato definito il reddito di imposta delle imprese, investimenti per abbattimento barriere architettoniche per i diversamente abili, sostegno alle famiglie, ai cassaintegrati, agli ex pip, ai precari, interventi per consolidamento e manutenzione dei territori interessati da emergenza idrogeologica, interventi su infrastrutture portuali, autostradali e in particolare per la zona di Comiso (collegamento autoporto aeroporto??). Altri interventi strutturati, verranno presentati in seguito.
Il Presidente Crocetta, insieme al responsabile del dipartimento acqua ed energia Lupo, ha inoltre incontrato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, per le questioni legate alla situazione delle isole minori. Si e' discusso sulle ripercussioni relative alla fine dello stato di emergenza al 31 dicembre. Gabrielli ha rassicurato che i fondi per l'emergenza verranno trasferiti alla regione. Unica questione rimasta aperta, riguarda la problematica su Bellolampo. La nuova vasca dovrebbe essere completata entro maggio. Per quest'ultimo problema il Presidente Crocetta ha già chiesto un incontro al Ministro per l'Ambiente, incontro che dovrebbe svolgersi la prossima settimana.

mercoledì 5 dicembre 2012

Visita a sorpresa del governatore Crocetta a Vittoria ma i problemi segnalati, Crias in testa, sono rimasti irrisolti La Cna scrive una lettera aperta al presidente: “Basta una firma”


Sig. presidente,
un mese fa, pochi giorni dopo la sua elezione, con una lettera aperta le avevamo chiesto un incontro su alcuni temi che riguardano la crisi economica del nostro territorio e avevamo avanzato anche alcune proposte. Immaginando gli impegni gravosi a cui è stato chiamato, abbiamo atteso pazientemente senza scomodare (comunque non l'avremmo mai fatto) i tanti referenti che si propongono come suoi “intermediari”. La nostra lettera le è stata segnalata tramite sms, inviata nelle sue mail, nel suo profilo Facebook e nel suo profilo Twitter. Malgrado ciò non è mai giunta nessuna richiesta d'incontro. Siamo suoi “amici” su Facebook e la seguiamo su Twitter dove ci arrivano puntualmente tutte le sue notifiche, riteniamo per questo quasi impossibile che lei o i suoi collaboratori non abbiate visto la nostra missiva. Con un pizzico di disappunto abbiamo appreso che lunedì scorso, a sorpresa, lei è stato a Vittoria come ospite d'onore ad una manifestazione: l'Oscar del calcio siciliano. Cosa pensare? Veda presidente, a Vittoria la gente è abituata a darsi da fare, a non mollare mai neanche di fronte alle difficoltà più gravose. E vorrebbe che le istituzioni fossero da supporto a questa determinazione che noi cerchiamo di rappresentare. Dal 12 marzo scorso, data in cui la Giunta regionale deliberava la moratoria Crias, diverse ditte (di Vittoria ma anche di altre zone della Sicilia) attendono la sospensione voluta con forza da questo territorio. Da allora abbiamo assistito a balletti e farse di ogni tipo: “è decaduto il cda e non c'è un commissario ad acta, ... il commissario c'è ma non ha poteri per deliberare, ...sono stati chiesti i poteri per il commissario ma l'assessore non si è ancora insediato, ...la modulistica è pronta ma ...”. Insomma, la moratoria scade il 31 dicembre prossimo senza essere mai partita. Se molte ditte falliranno, verranno protestate o peggio si vedranno costrette a chiedere soldi agli usurai o ai mafiosi (guarda caso quelli sono solerti) che lei tanto contrasta, di chi sarà la colpa? Del destino cinico e baro o di una classe politica attratta dal tepore delle manifestazioni ludiche? Sig. presidente, compia un atto veramente rivoluzionario: firmi lei il decreto che dà poteri al commissario della Crias e proroghi la scadenza della moratoria. Ci vuole un attimo, un po’ di coraggio e un minimo di determinazione per dare ossigeno a tante imprese artigiane. Non ci costringa a manifestazioni pacifiche ma clamorose per una cosa così semplice. Infine, trovi qualche minuto per confrontarsi con noi. Stia tranquillo, nessuno le chiederà posti di governo o sottogoverno, ma solo possibili soluzioni su come far partire la zona franca e su come mitigare l'opera persecutoria di Riscossione Sicilia (ex Serit).


Giuseppe Santocono
Giorgio Stracquadanio

lunedì 19 novembre 2012

Moratoria CRIAS, una farsa infinita.


La farsa tragicomica della moratoria Crias per le imprese artigiane si arricchisce di nuovi capitoli. Intanto pare che pochi giorni fa sia stato nominato un nuovo commissario ad acta e pare pure che la CRIAS abbia già predisposto i moduli per richiedere questa sospensiva . Ora, a seguito di due fatti positivi ci deve essere una circostanza che li limita altrimenti che tragicommedia sarebbe? L'intoppo sta nel fatto che il neo commissario non ha potere per deliberare la moratoria. Ci risulta, infatti, che pochi giorni fa (venerdì scorso) sia partita una missiva dalla Crias indirizzata all'assessorato regionale competente dove si chiede di assegnare questi poteri. Ma chi dovrebbe attribuire questa facoltà se non un assessore? Purtroppo attualmente non ci sono assessori, c'è solo il neo presidente il quale è particolarmente impegnato. Ricapitolando: la norma sulla moratoria c'è dal 12 marzo scorso, la copertura finanziaria esiste (sono stati stanziati 10 milioni di euro), i moduli sono stati predisposti, il commissario è stato nominato ma, dopo nove mesi, non può deliberare perché tra le sue competenze non c'è questa prerogativa. Suggeriamo ai parlamentari regionali del nostro territorio (da poco eletti e rieletti) di attivarsi sollecitando il neopresidente Crocetta. Potrebbe assegnare lui stesso questa prerogativa al commissario sbloccando così la moratoria. Vogliamo ricordare come questo intervento nasce dalla lettera di un artigiano di Vittoria che tramite la CNA locale ha avuto il coraggio di dire pubblicamente qual'è la sua situazione economica (non è dissimile da tante altre) Da troppo tempo diverse imprese del nostro territorio, che operano nella legalità, aspettano in modo composto questo intervento. Attivare la moratoria sarebbe un gesto rivoluzionario.

martedì 6 novembre 2012

La farsa tragicomica della moratoria Crias.Il provvedimento c’è, le somme ci sono, la scadenza è certa ma a meno di 2 mesi dal 31/12 non conosciamo i tempi d’avvio



“La moratoria Crias è diventata una farsa tragicomica”. E’ quanto sostengono il presidente della Cna di Vittoria, Giuseppe Santocono, e il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio. “Il 12 marzo scorso (in considerazione dell’accordo tra ministero dell’Economia, ministero dello Sviluppo economico, Abi e associazioni di categoria del 28 febbraio 2012) – ricordano Santocono e Stracquadanio – la Giunta regionale siciliana deliberava la sospensione. Sempre nella deliberazione si scriveva che la Crias doveva presentare entro 15 giorni dalla comunicazione una dettagliata relazione all’assessore regionale per l’Economia ai fini delle determinazioni conseguenziali. Il tempo è trascorso, siamo a novembre, ma non si muove foglia. Anzi tutto sembra immerso in un sonno profondo. Informandoci presso la Crias addirittura si scopre che, pur essendoci norma e stanziamento, l’ente non può deliberare la moratoria perché il commissario è decaduto e si aspetta la nomina del nuovo Cda. Assurdo ma vero”. “Va aggiunto – dicono ancora Santocono e Stracquadanio – che la moratoria scadrà il prossimo dicembre senza essere mai stata attivata. Quindi, riepilogando, la moratoria c’è, le somme ci sono, la scadenza è certa ma non si conoscono i tempi d'avvio. In parole povere: le imprese artigiane, essendo figlie di un dio minore, possono aspettare”. Il presidente e il responsabile organizzativo della Cna di Vittoria incalzano: “Per fare qualcosa bisogna forse aspettare che qualche imprenditore, per elemosinare attenzione, compia gesti estremi e irreparabili? A chi addebitare questa eventuale responsabilità? Ogni giorno, nostro malgrado, siamo costretti a misurare la solitudine di chi continua a credere nella propria attività operando nella legalità tra mille difficoltà. Tutto questo, però, non è apprezzato da una classe dirigente sino ad oggi brava solo a parole. Non possiamo più accettare questi atteggiamenti che hanno il sapore della presa in giro. Stiamo seriamente valutando l’attuazione di azioni pacifiche ma eclatanti”.

giovedì 13 settembre 2012

La Cna di Vittoria torna a rivolgersi alla Crias. Che fine ha fatto la moratoria?

Nessuna risposta alle imprese che hanno fatto richiesta


“Che fine ha fatto la moratoria per le operazioni di finanziamento a breve, medio e lungo termine con la Crias prevista dalla legge regionale  n. 26 del 9 maggio scorso?”. E’ l’interrogativo che si pone il presidente di Cna Vittoria, Giuseppe Santocono, assieme al responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio. “Ci risulta – sostengono entrambi – che alcune imprese di Vittoria abbiano inoltrato specifica richiesta alla stessa Crias ma nessuna di queste ha ricevuto una risposta. Non ci sono fondi? Se si predispongono norme che puntano a fronteggiare la crisi senza copertura finanziaria, la cosa, oltre ad avere il sapore della presa in giro, sarebbe soprattutto immorale vista la grave situazione in cui versano le imprese. Siamo alle solite: si fanno atti che poi non trovano nessuna applicabilità. Come organizzazione avevamo raccolto e pubblicato l’appello del titolare di una impresa artigiana che invitava le istituzioni regionali ad essere più attente e sensibili nei confronti di chi vuole fare impresa. Più volte abbiamo detto (anche di recente) che il territorio è in ebollizione ma nessuno fino ad ora ha sentito l’esigenza di preoccuparsi”.
“Mai come ora – continuano Santocono e Stracquadanio – la nostra area sente il bisogno di rappresentanti politici abili e adeguati che sappiano capire il tessuto delle microimprese e sappiano individuare percorsi normativi capaci di dare risposte chiare ed immediate allo stesso. L’insensibilità della classe politica e dirigente è senza limiti. Sono capaci solo di predicare con parole piene di certezze ma vuote di realtà. Questo cinico disinteresse verrà ripagato con la stessa moneta”.