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sabato 10 agosto 2019

La Cna di Vittoria a confronto con la commissione straordinaria. Fare rientrare il mercato ortofrutticolo nelle Zes.

Immagine tratta da "Google Immagini"

Ci siamo ridotti al bando che assegna gli ultimi 400 ettari di Zone economiche speciali. E’ per questo che nel pomeriggio di ieri abbiamo incontrato presso il comune di Vittoria il commissario Gaetano D’Erba e lo abbiamo sollecitato ad attivare gli uffici amministrativi competenti affinché venga presentato un progetto che faccia rientrare la struttura economica più importante: il mercato ortofrutticolo, con le aree ad esso collegate, nell’assegnazione delle Zes rimanenti.La struttura commerciale alla produzione orticola più importante dell’isola, dove ogni giorno conferiscono migliaia di produttori della fascia trasformata, dove vi è una significativa concentrazione di imprese del settore imballaggi, logistica e trasformazione dei prodotti ortofrutticoli, non può e non deve rimanere fuori dalle agevolazioni fiscali e contributive previste per le Zone economiche speciali. Come Cna abbiamo ribadito con forza al commissario d’Erba come tutto ciò che sia commercializzato e trasformato in un’area vasta che comprende anche la struttura commerciale viene trasportato tramite tir nei porti di Catania e Palermo, che sono le due autorità portuali individuate dalla Regione, per poi raggiungere le varie destinazioni nei centri commerciali del Nord Italia e dei vari paesi europei. Sempre il mercato di Vittoria, oltre ad avere una lunga  tradizione commerciale, ha determinato nel territorio anche un’importate storia industriale, basta considerare le aree artigianali e industriali della zona dove insistono diverse imprese di trasformazione agroalimentare di livello nazionale. Inoltre, dal mercato di Vittoria partono giornalmente diversi furgoni  che trasportano ortofrutta a Malta con imbarcano dal porto di Pozzallo. 
La Cna di Vittoria ribadisce: E’ inspiegabile come un’area così calzante con quanto prevede la normativa di individuazione delle Zes e così economicamente importante sia stata dimenticata dalla cabina di regia e dal gruppo di lavoro interdipartimentale istituiti dal Governo Musumeci. Persino i quattro deputati regionali del territorio ibleo sono stati disattenti su questa vicenda, li invitiamo da oggi ad essere più attenti. 

Il commissario D’Erba ha garantito che già da lunedì 12 agosto gli uffici competenti si attiveranno immediatamente per presentare un progetto che permetta al mercato e alle sue aree circostanti di rientrare nella Zes. La CNA vigilerà e solleciterà i commissari straordinari affinché questa occasione di rilancio del territorio non vada in fumo. 

Per quanto riguarda l’autoporto, infrastruttura di cui la Cna in totale solitudine ha difeso e controllato la realizzazione del primo stralcio  è ancora, sostanzialmente, un cantiere. La visita che abbiamo effettuato poche settimane fa insieme all’assessore Falcone ha fatto emergere questo stato di fatto. Non abbandoniamo comunque l’ipotesi di fare inserire la struttura nella Zes”.

lunedì 26 settembre 2016

AUTOPORTO DI VITTORIA: QUALE FUTURO?



Pubblichiamo la lettera aperta che il presidente della CNA di Vittoria ha inviato al Sindaco e per conoscenza  al Presidente del Consiglio Comunale


Lettera aperta al Sindaco
avv. Giovanni Moscato

Sig. Sindaco
il mercato ha un nuovo regolamento. Nel bene o nel male (il giudizio lo deleghiamo ad altri) la nostra organizzazione ha contribuito a modificare alcuni articoli che erano nella bozza proposta dall'Amministrazione. Abbiamo anche avviato un dibattito, portando alla luce storiche anomalie che devono trovare una soluzione (la sua maggioranza ha preso un impegno in tal senso). E comunque, siamo d'accordo con Lei: la strada del rilancio economico di questa città non passa per un regolamento ma si snoda per altre vie. Lo sviluppo dell'autoporto di Vittoria è una di queste.
Stiamo parlando di una struttura che rientra nell'asse logistico Gela, Caltagirone, Catania e dovrebbe intersecarsi con l'Aeroporto di Comiso e il Porto di Pozzallo. A tutti è noto quale impegno ha messo la Cna nel volere la realizzazione di quest'opera. Basti pensare come delle nove strutture individuate dalla pianificazione regionale soltanto due sono state realizzate: il primo stralcio dell'autoporto di Vittoria e poi parte dell'interporto di Catania. Quest'opera anche se monca (secondo stralcio ?), è strategica per la rinascita di questo territorio. Lo diciamo da anni: questo pezzo di Sicilia ha tutte le caratteristiche per diventare un importante quadrante logistico, cioè il punto di incontro ideale per il trasporto merci stradale , marino e aereo che si muove in questa parte del Sud-Est. La movimentazione di merci e prodotti è la nuova opportunità economica che ha questa terra. Per fare decollare questo settore, servono politiche in grado di adeguare l'attuale sistema economico a funzioni logistiche che siano in chiave di completamento e di ridisegno produttivo di quest'area. Di fronte a questo scenario le istituzioni (Comune di Vittoria su tutte) non possono restare ferme, devono avere un ruolo guida. La Cna, come sempre, avanza una proposta: affidare l'autoporto ad una società di gestione che sia la risultante dei vari soggetti presenti nel territorio (comuni della zona, Camera di Commercio, Regione Sicilia, privati ...) che si interfacci con la Società Interporti Siciliani (SIS).
Abbiamo appreso dalla stampa che l'Amministrazione sta lavorando all'impostazione di un “bando che porta all'affidamento definitivo del bene”. La cosa ci fa molto piacere. Naturalmente, se è possibile e se c'è ancora tempo, vorremmo avviare un confronto con la sua Amministrazione per capire quali tracce si stanno seguendo nella redazione di questo bando e se le stesse possono intersecarsi con la nostra proposta.
Certi della sua sensibilità e sicuri di una sua convocazione porgiamo cordialità.


Vittoria, 24/09/2016
Il Presidente

Giuseppe La Terra

giovedì 19 settembre 2013

LO SVILUPPO CHE VERRA'

Lo sviluppo che verrà non sarà certo lo stesso che ci ha portato nell’abisso della recessione economica più grave dopo la Seconda guerra mondiale. La breve parentesi estiva ha momentaneamente assolato e assopito le cose. Tutto si ripropone come era stato lasciato qualche settimana fa, la calura non ha sciolto la crisi malgrado qualcuno si affanna nel dire che è già in atto la ripresa, anzi, la “ripresina”. Siamo nel pieno di una metamorfosi, di un mutamento sospeso tra ciò che non è più e ciò che non è ancora. La crisi ha prima attaccato e ora prova a demolire ciò che di più intimo il territorio ha prodotto: le sue microimprese. I dati di Movimpresa Unioncamere (Unione italiana delle Camere di commercio) relativi alla graduatoria per tassi di crescita nel II trimestre 2013 vedono la provincia di Ragusa all’ultimo posto, -194 imprese rispetto all’anno precedente. L’ISTAT ha certificato come in provincia di Ragusa la disoccupazione giovanile (15/29 anni) superi il 40%. Nell’insieme, la nostra regione economicamente non è per nulla competitiva. Infatti, secondo l’annuale Indice di competitività redatto dalla Commissione Europea la Sicilia è al 235° posto su 262. All’interno di questo quadro Vittoria cerca di resistere come può. Agricoltura ed edilizia da sempre motori della nostra economia arrancano. Il mito e la retorica della fascia trasformata è un lontano ricordo, questa crisi ha sgretolato una vita da benestanti e svuota le case. I giovani diplomati e laureati provano a fuggire perché qui non vedono il loro futuro. Solo a Vittoria negli ultimi due anni sono scomparse circa 100 imprese che operavano nel settore delle costruzioni (edili, impiantisti). Attività che avevano in media 2 dipendenti e ognuna di esse muoveva un piccolo indotto (tecnici, rivendite di materiale, consulenti) Non considerando i redditi maturati dai titolari ma solo gli stipendi dei dipendenti pari a 1000 euro ciascuno e facendo un calcolo semplice (1000 x 2 x 100), è facile dedurre come in città, mensilmente, mancano 200 mila euro, soldi che non vengono più spesi per consumi. Questo spiega perché molti negozi e piccole attività artigianali chiudono. Se non si trovano soluzioni per far ripartire i consumi interni ci avvieremo velocemente verso la desertificazione economica. Se la ripresina non produce occupazione è una falso risveglio. Se non si rimette in moto l’accesso la credito stiamo parlando di aria fritta. Se non si riduce il carico fiscale si raccontano solo fanfaluche. Questa crisi non attende i tempi della politica, avanza travolgendo, sta sbaragliando anche il sistema di rappresentanza. Se qualcuno non l’avesse ancora capito ci troviamo di fronte ad uno tsunami: come vogliamo affrontarlo con il salvagente a mutandina? Con qualcosa di molto più consistente? Oppure cavalcando l’onda come fanno i surfisti? Le responsabilità non possiamo cercarle solo dentro i confini di questa città. Chi governa a Palermo e a Roma dovrebbe avere il coraggio di spiegare cosa sta facendo per l'economa reale, quella che crea lavoro e sviluppo nella legalità. Questi saranno i temi dell’assemblea elettiva quadriennale della sede territoriale CNA di Vittoria che si terrà il 20/09/2013 presso la sala congressi dell’Emaia. Temi che porremo all’attenzione dei nostri amministratori, della nostra classe politica e ai deputati del nostro territorio.

venerdì 30 agosto 2013

L’autoporto serve a rilanciarci ma va completato nei tempi previsti e collegato

“L'autoporto, piaccia o no, è una infrastruttura strategica per l'economia del nostro territorio. Molti l'hanno sempre vista come fumo negli occhi. Tanti non sanno nemmeno cosa sia. Forse è per questo motivo che la politica locale (buona parte della deputazione regionale) non l'ha mai difeso”. E’ quanto sostengono in un documento il presidente della Cna territoriale di Vittoria, Giuseppe Santocono, con il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio.
“Sicuramente – aggiungono – non è un’opera che ammalia, che crea fascino o attrazione come l'aeroporto, ma se il nostro territorio vuole avere un ruolo nella gestione e movimentazione delle merci, ha bisogno di un complesso organico di strutture e servizi integrati, finalizzati allo scambio di merci tra le diverse modalità di trasporto. L'autoporto possiede questa specificità. Così come pensiamo che la struttura appena sarà completata debba puntare immediatamente alla realizzazione di un polo del freddo dedicato alla logistica dei prodotti ortofrutticoli e allo sviluppo del terminal intermodale transfrontaliero utilizzando i porti di Pozzallo e Catania. Ma per far questo, intanto, serve rispettare la tabella di marcia che porta alla realizzazione dell’opera. I ritardi nei pagamenti dei Sal (Stati avanzamento lavori), le polemiche a rimbalzo tra Comune e Regione non servono. Anzi, rischiano di far apparire poco credibili i contendenti, penalizzano l'impresa costruttrice, rallentano la realizzazione dell'opera e indeboliscono il territorio”. “Qualche settimana fa – proseguono Santocono e Stracquadanio – la nostra organizzazione aveva invitato il sindaco a guidare il territorio verso un nuovo modello di sviluppo, invito che il sindaco ha accolto positivamente. Se vogliamo che questa zona diventi appetibile, occorre passare all'operatività. L'autoporto è una delle strutture che serve a rilanciarci, ma va completata nei tempi previsti e collegata. Tutti abbiamo l'obbligo di attivarci ma serve una guida istituzionale capace di coinvolgere il territorio, abile nel raccogliere le giuste sollecitazioni e in grado di individuare i percorsi condivisi che rimettano in movimento la nostra zona. Noi siamo disponibili. Attendiamo che qualcosa succeda”.


sabato 6 aprile 2013

PRG tra riti e liturgie politiche. Ma la riqualificazione del territorio che fine farà?



La politica in questa città è diventata surreale, non ignora la realtà, l'ha proprio rimossa. Il PRG da strumento di pianificazione è diventato una sorta di attrezzo utile a riannodare alleanze politiche. Non ci interessa entrare nel merito di certe questioni, non lo abbiamo mai fatto, però lo strumento principale della pianificazione urbana, sociale ed economica non può essere tenuto a bagnomaria per mesi e poi, all'abbisogna, servirlo caldo nelle vecchie quanto stucchevoli liturgie politiche. Una ritualità utile solo ad assegnare un posto di governo a qualche esponente di partito. Per favore: basta giocare. La si smetta con la politica del rimandare sempre per non risolvere mai. Vittoria merita rispetto, attenzione. Lo chiede il mondo della produzione. L'attuale situazione che vive il comparto delle costruzioni non giustifica, non comprende e non accetta cerimonie politiche dal sapore tragicomico. Queste cose non le diciamo per accusare ma per evitare che si dimentichi l'importanza del PRG. Il nostro territorio, dal punto di vista urbanistico, è frutto di un incrocio fatto di poca capacità gestionale, spontaneismo progettuale e disattenzione di tutta la classe politica. Tutto questo ha prodotto un'urbanizzazione anonima e insostenibilità ecologica, sociale ed economica. L'ampio patrimonio urbano ed edilizio della città va riqualificato e valorizzato, va posto un freno al dissesto e al degrado ambientale del nostro paesaggio, va qualificata la viabilità. Per fare questo serve, intanto, uno strumento urbanistico idoneo che sappia esaltare questi concetti, ma anche una visione politica diversa. Solo cosi, secondo noi, si può rilanciare la filiera dell'edilizia. Riqualificare il patrimonio immobiliare esistente (oramai una priorità), migliorare la qualità e la sicurezza dell’abitare, migliorare la qualità sociale e ambientale delle periferie degradate, non è altro che la grande occasione per promuovere il rilancio, l’occupazione e l’impiego dell’imprenditoria locale attualmente al palo. Viceversa, la ritualità di una politica che continua a giocare a poker invita le imprese a prepararsi al peggio.



lunedì 4 febbraio 2013

Autoporto di Vittoria e porto di Pozzallo, due infrastrutture che vanno collegate. Perché le istituzioni non hanno raccolto il nostro appello?


C'è poca attenzione verso l’autoporto di Vittoria e il porto di Pozzallo. Quasi fossero figli di un dio minore. E’ quanto tornano a denunciare le sedi territoriali Cna di Vittoria e Pozzallo. “Qualche settimana fa – scrivono in una nota Giuseppe Santocono, presidente, con Giorgio Stracquadanio, responsabile organizzativo, per Vittoria e Angelo Modica, presidente, con Enzo Spatola, responsabile organizzativo, per Pozzallo – abbiamo lanciato questo allarme ai sindaci di Vittoria e Pozzallo, alla deputazione regionale dell’area iblea e alla Provincia regionale. La nostra segnalazione era anche accompagnata dalle tesi di uno studio fatto dalla Svimez (associazione per lo Sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) sulle Filiere logistiche territoriali. Strumenti nuovi e importanti per rimettere in moto l'economia della nostra zona. I sindaci, Giuseppe Nicosia e Luigi Ammatuna, avevano dato una confusa disponibilità. Nulla è pervenuto dai deputati e dalla Provincia regionale. Ci corre l’obbligo di sottolineare che la questione non è secondaria, minimale o rinviabile. Le due infrastrutture, autoporto e porto, oltre ad essere completate, devono essere collegate da una rete stradale per ora fortemente inadeguata. Se questo non viene previsto ora, si rischia di isolare e rendere non competitive le due opere. Il territorio di tutto ha bisogno tranne che di cattedrali nel deserto. Sappiamo che alcuni progetti di collegamento sono in via di definizione: una porzione del collegamento 115–514 grazie ai fondi ex Insicem; i tracciati della circonvallazione Modica-Ispica; il collegamento Ss 115–autostrada–porto di Pozzallo (fondi Cas e Provincia)”.
“Queste opere – continuano i vertici di Cna Vittoria e Pozzallo – anche se insufficienti, sono fondamentali per le due infrastrutture. Vorremmo capire se la deputazione regionale e la Provincia hanno interesse a farle partire. Se è vero che la potenzialità del territorio si sblocca utilizzando i fondi europei per investimenti strutturali, vorremmo capire se questi due impianti sono ritenuti realmente centrali per favorire la crescita delle piccole e medie imprese”.

giovedì 10 gennaio 2013

Crisi. La Commissione Europea lancia la "rivoluzione culturale dell'imprenditorialità"


Per tornare a crescita e occupazione bisogna rilanciare l'imprenditorialità e facilitarne le condizioni di sviluppo. E' la "rivoluzione culturale", come l'ha definita il vice presidente della Commissione Ue Antonio Tajani, che l'Ue ha avviato lanciando la prima strategia europea per l'imprenditorialità. Secondo Eurobarometro, con la crisi sono calati dal 45% al 37% gli europei disposti a fare impresa: "Vogliamo renderla una prospettiva attraente e accessibile", ha detto Tajani. Tre le aree su cui si concentra il piano Ue, ha illustrato Tajani: "educazione e formazione, facilitare la vita degli imprenditori, e stimolare la nascita di nuove imprese". Sin dalla scuola devono esserci ore di studio dedicate all'imprenditorialità e la possibilità di fare stage nelle imprese, perché nei paesi dove questo già avviene il 15-20% degli studenti fonda poi una propria impresa. Ma soprattutto si tratta di creare un ambiente fiscale e legale favorevole alla nascita e alla crescita di aziende. Bruxelles chiede che entro il 2015 ci voglia massimo un mese per ricevere tutte le autorizzazioni necessarie, mentre spingerà sugli stati membri perché venga accelerato il raggiungimento dell'obiettivo di creare un'impresa in tre giorni con massimo 100 euro di spesa, contro gli attuali 6,5 giorni per 397 euro. Dovranno inoltre essere agevolati i trasferimenti delle imprese e il ricorso alle nuove tecnologie, creato un sistema di tutoraggio per le giovani imprese in modo da evitarne la mortalità precoce e dare una seconda opportunità a chi invece fallisce. Un'attenzione particolare sarà poi dedicata a giovani, donne (appena il 34,4% imprenditrici), anziani e migranti.
"Lo stato non deve essere protagonista ma il cittadino imprenditore", ha spiegato il commissario Ue, ricordando che le pmi rappresentano la principale fonte di nuova occupazione in Europa con 4 milioni di nuovi posti di lavoro ogni anno.
TUTTO QUESTO E' UN SOGNO, PERO' PUO' REALIZZARSI

sabato 15 dicembre 2012

Aumenta la disoccupazione, l’economia locale è quasi al palo. Serve trovare una rapida via d’uscita da questa fase di stallo.


L'economia locale è quasi al palo. La recessione è netta e non si intravvedono segnali di inversione del ciclo. Il rallentamento si è accentuato molto nei mesi estivi quando, cioè, sono entrate a regime le norme sul risanamento dei conti pubblici e quindi maggiore carico fiscale, credito ancora più razionato e costoso, crisi del settore immobiliare, aumento dell'incertezza e alta e persistente disoccupazione. In un anno le domande di disoccupazione ordinaria nel nostro comprensorio (Acate, Comiso e Vittoria) sono crescite oltre il 50%. In sintesi, un mercato (commercio, servizi, terziario) quasi piatto ed economia più debole. Questa strana coppia si è rafforzata via via dall'inizio del 2012, e ora è diventata solida.
Se nel 2013 prevarranno le ragioni della minore avversione al rischio, allora la ripresa ci potrà essere anche se molti aggiustamenti vanno portati a termine.
Se invece avrà il sopravvento l’impasse nel prendere le misure necessarie a sostenere la crescita la matassa si aggroviglierà di più e la recessione durerà più a lungo e si estenderà.
Lo scenario che noi riteniamo più concreto è fondato sulla prima ipotesi, quella più ottimistica, però servono scelte chiare, precise, definite e determinate. Ciò conferma che il mercato, l'economia non sono onnipotenti e che è la credibilità della politica a orientarli, nel bene e nel male. Spetta alla stessa politica, quindi, guadagnare il tempo perso e introdurre il corretto mix di incentivi per pilotare i cambiamenti. A livello comunale vanno riviste Tarsu, IMU, canoni di pubblicità (INPA) ect. Lo ribadiamo: la politica fiscale dell'ente deve essere basata sulla capacità e di reperire fondi regionali, nazionali e comunitari progettando iniziative che servono realmente al rilancio del territorio. Non si può continuare a far cassa tassando le imprese e le famiglie già da tempo in difficoltà. Così come la regione deve avere un ruolo diverso rispetto al passato più attenzione verso il territorio e alle sue specificità. Come organizzazione siamo sempre disponibili al confronto ma il tempo delle riviste è finito. Adesso serve concretezza. 

venerdì 7 dicembre 2012

Le nostre sollecitazioni al presidente Crocetta, forse, cominiciano a dare i primi frutti.


Dal profilo facebook di Crocetta presidente


Palermo 6 dic.

E' stato definita stamane, con la partecipazione del Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, dell'assessore all'economia Bianchi e del dirigente della programmazione Bonanno, la questione relativa alla programmazione dei fondi strutturali europei. In particolare per la chiusura della programmazione mancava la definizione al alcune attività del settore turistico, già chiariti e la definizione di circa un miliardo e seicentomila euro. La definizione della strutturazione, ha indicato come prioritario lo sblocco di tutte le zone franche urbane, allora definite con apposita procedura dai governi nazionale e regionale e coinvolgerà circa 20 città siciliane che avevano partecipato al bando. La scelta è di finanziare tutti progetti che erano stati presentati. Nel 2013 riceveranno circa il 50% dei contributi, e il restante 50% nella nuova programmazione. "Con questa scelta - afferma Crocetta - si consente alle città di iniziare a lavorare per le Z.f.u." Accanto a questo, e' stato definito il reddito di imposta delle imprese, investimenti per abbattimento barriere architettoniche per i diversamente abili, sostegno alle famiglie, ai cassaintegrati, agli ex pip, ai precari, interventi per consolidamento e manutenzione dei territori interessati da emergenza idrogeologica, interventi su infrastrutture portuali, autostradali e in particolare per la zona di Comiso (collegamento autoporto aeroporto??). Altri interventi strutturati, verranno presentati in seguito.
Il Presidente Crocetta, insieme al responsabile del dipartimento acqua ed energia Lupo, ha inoltre incontrato il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, per le questioni legate alla situazione delle isole minori. Si e' discusso sulle ripercussioni relative alla fine dello stato di emergenza al 31 dicembre. Gabrielli ha rassicurato che i fondi per l'emergenza verranno trasferiti alla regione. Unica questione rimasta aperta, riguarda la problematica su Bellolampo. La nuova vasca dovrebbe essere completata entro maggio. Per quest'ultimo problema il Presidente Crocetta ha già chiesto un incontro al Ministro per l'Ambiente, incontro che dovrebbe svolgersi la prossima settimana.

venerdì 30 novembre 2012

Tutto pronto per la decima edizione della “Giornata dell’artigianato e della piccola e media impresa". Nella la mattina di sabato il segretario nazionale della CNA, Sergio Silvestrini, sarà in visita all’autoporto e all’aeroporto di Comiso.


Tutto pronto per la decima edizione della “Giornata dell’artigianato e della piccola e media impresa” in programma domani, sabato 1 dicembre, al teatro comunale di Vittoria. L’evento sarà impreziosito dalla consegna del “Premio Atlante”, la statuetta in bronzo che raffigura il titano che sostiene sulle proprie spalle il peso del mondo, emblema sintomatico delle difficoltà con cui le Pmi sono costrette, in questo difficile periodo storico, a fare i conti. Ecco perché l’edizione 2012 dell’iniziativa fortemente voluta dalla Cna provinciale di Ragusa assume una valenza e un significato che travalica i consueti canoni. La manifestazione è in programma a partire dalle 18,30. Ma tra gli appuntamenti di rilievo, domani, ci sarà anche la visita del segretario generale della Cna nazionale, Sergio Silvestrini, ospite d’onore del “Premio Atlante”, a due tra le più importanti infrastrutture dell’area iblea. Alle 9 Silvestrini si recherà in sopralluogo, accompagnato dai dirigenti provinciali e locali della Cna, al nascente autoporto di contrada Crivello. Alle 11, inoltre, è previsto il sopralluogo di Silvestrini all’aeroporto “Vincenzo Magliocco” di Comiso la cui apertura è ormai prossima.
“Un’occasione speciale – afferma il presidente provinciale Cna Ragusa, Giuseppe Massari – per fare conoscere al segretario le potenzialità del nostro territorio nella speranza che le stesse possano essere rilanciate al più presto”. Per quanto riguarda l’evento del pomeriggio, organizzato con il contributo della Camera di Commercio di Ragusa, della Provincia regionale di Ragusa, del Comune di Vittoria, della Fiera Emaia oltre che, come sempre, della Banca Agricola Popolare di Ragusa e di Unifidi Imprese Sicilia, sarà caratterizzato da una serie di momenti. Il primo, opinioni a confronto, metterà di fronte il presidente provinciale Cna, Giuseppe Massari, il presidente della sede territoriale di Vittoria, Giuseppe Santocono, il presidente regionale Cna Sicilia, Giuseppe Cascone, e, soprattutto, il segretario nazionale Sergio Silvestrini. Dopo si procederà alla cerimonia di consegna della terza edizione del premio “Pippo Tumino”, altra fase caratterizzante l’appuntamento. Sarà il segretario generale della Camera di commercio, Carmelo Arezzo, ad occuparsi dell’intervento di presentazione. Il premio quest'anno sarà consegnato ad Extempora Srl per la realizzazione del docufilm “L’ora di Spampinato”. Quindi, alle 20, prenderà il via la cerimonia di consegna del “Premio Atlante 2012” con l’intervento di presentazione che sarà curato dal segretario provinciale Cna Giovanni Brancati. I premi saranno consegnati dalle autorità presenti: fra gli altri, Giuseppe Nicosia, sindaco di Vittoria; Giovanni Scarso, commissario straordinario della Provincia regionale di Ragusa; Sandro Gambuzza, presidente della Camera di Commercio di Ragusa; Giovanni Denaro, presidente della Fiera Emaia; Saverio Terranova, presidente del Centro Studi Artigianato e Pmi; Pietro Speranza, presidente del Consorzio Unifidi Imprese Sicilia. In particolare saranno premiate le aziende distintesi per: avere contribuito ad affermare il nome di Ragusa nel mondo; volume di export; sistemi innovativi; performance qualitativa e quantitativa; impresa al femminile; ricambio generazionale.

lunedì 26 novembre 2012

Premio Atlante 2012: 1 dicembre al Teatro Comunale di Vittoria


Le piccole e medie imprese, come sempre, protagoniste. La Cna provinciale di Ragusa, nel cuore della Sicilia produttiva, tornerà ad attribuire il prestigioso riconoscimento alle migliori realtà imprenditoriali che contribuiscono alla crescita economica del territorio ibleo, nonostante la pesantezza determinata da una crisi che non conosce un istante di pausa. E’ il “Premio Atlante” edizione 2012 che sarà consegnato sabato 1 dicembre, a Vittoria, al Teatro comunale, nel contesto della decima “Giornata dell’artigianato e della piccola e media impresa”. A partire dalle 18,30 è previsto un appuntamento unico nel suo genere, con momenti di confronto, di riflessione e di celebrazione che saranno scanditi dalla consegna del riconoscimento destinato a sottolineare la laboriosità e l’impegno con cui, giorno dopo giorno, le piccole e medie imprese affrontano le competizioni per rimanere sul mercato, con prove sempre più difficili. Ecco perché, a simboleggiare il premio, è la statuetta di Atlante, il personaggio della mitologia greca condannato a tenere sulle spalle l’intero globo terrestre. Una metafora che rende benissimo quanto le piccole e medie imprese siano costrette a darsi da fare per andare avanti, a maggior ragione nell’attuale periodo di grave difficoltà. La Cna provinciale di Ragusa ha voluto, per questo motivo, rivolgersi alle aziende messesi in luce con riferimento a differenti aree tematiche. Saranno premiate le aziende distintesi per: avere contribuito ad affermare il nome di Ragusa nel mondo; volume di export; sistemi innovativi; performance qualitativa e quantitativa; impresa al femminile; ricambio generazionale. Anche quest’anno, e sarà la terza edizione, verrà consegnato il premio “Pippo Tumino” in memoria del dirigente della Cna ragusana, nonché presidente della Camera di commercio del capoluogo ibleo, che aveva voluto con forza l’istituzione del “Premio Atlante”. La giornata sarà impreziosita dalla presenza del segretario generale della Cna nazionale, Sergio Silvestrini. “Si tratta di un riconoscimento – dicono il presidente provinciale della Cna, Giuseppe Massari e il segretario provinciale, Giovanni Brancati – che intende esaltare le caratteristiche distintive delle piccole e medie imprese operanti sul territorio. Una iniziativa che ha avuto un merito specifico. Quello di aver fatto scoprire, durante le edizioni che si sono succedute, le numerose realtà d’eccellenza della provincia di Ragusa su cui è necessario focalizzare la massima attenzione perché occorre conoscerle al meglio, valorizzarle e, quindi, premiarle”.