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giovedì 20 ottobre 2016

Crisi in agricoltura, la Cna territoriale di Vittoria: “Gli operatori del settore degli imballaggi e dell’impiantistica in grave difficoltà. La crisi del prezzo prevede indennizzi solo per le imprese agricole”




“La caduta dei prezzi di diversi prodotti agricoli rispetto allo scorso anno, in particolare pomodoro e zucchina, due articoli che dovrebbero avere in questo periodo un prezzo alla produzione molto più elevato (si veda la differenza tra la mercuriale 2015 e 2016), tiene in allarme alcuni settori a servizio della serricoltura. In particolare gli operatori del settore degli imballaggi e dell'impiantistica risultano essere fortemente preoccupati”. A sottolinearlo il presidente della Cna territoriale di Vittoria, Giuseppe La Terra, con il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio. I quali aggiungono: “Molte imprese agricole hanno ordinato e ritirato imballaggi sia in legno che in cartone ma gli incassi ottenuti dalla vendita dell'ortofrutta non permettono di regolarizzare o saldare le commesse. Stessa cosa per gli impiantisti che hanno effettuato manutenzioni agli impianti idrici/elettrici di molte aziende agricole e attendono di essere pagati. Come sempre l'ennesima crisi del prezzo si scarica anche sulle imprese al servizio della produzione agricola. Molte attività di produzione imballaggi, proprio per i mancati incassi, sono in procinto di avviare un ridimensionamento del personale. E' venuto il momento di dirlo forte e chiaro: la filiera agricola va guardata nella sua interezza. La crisi del prezzo spesso prevede forme di indennizzo solo per le imprese agricole. Non sarebbe il caso di cominciare a guardare anche le altre forme di impresa che da sempre rimangono al palo?”.


giovedì 6 ottobre 2016

Autoporto di Vittoria, struttura non del tutto collaudata. Serve programmare un modello di società di gestione.


La Cna territoriale di Vittoria ha tenuto un primo incontro con l'amministrazione Moscato sul futuro dell'autoporto di Vittoria. “Abbiamo appreso dall'assessore Paolo Nicastro e dal dirigente Angelo Piccione – dicono il presidente, a livello territoriale, dell’associazione di categoria, Giuseppe La Terra, assieme con il responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio – che la struttura ancora non è stata collaudata integralmente e che le verifiche termineranno orientativamente tra un paio di mesi. Esiste una delibera del 20 aprile scorso, fatta quindi dalla Giunta precedente, che dava un indirizzo per come gestire il primo stralcio dell'opera. Nell'atto si legge che l'opera “venga affidata con procedura ad evidenza pubblica … nelle more dell'espletamento della procedura … di affidare la gestione provvisoria, senza oneri né canoni ma con l'accollo delle spese di gestione ordinaria per un periodo minimo di mesi dodici (eventualmente prorogabili di ulteriori sei mesi) a soggetti da individuare con una forma di procedura semplificata ...”. Quest'atto in parte è superato perché nel frattempo è intervenuta la nuova normativa, decreto legislativo n.50 del 18/04/2016, che cambia nella sostanza il bando e l'affidamento”.
“La Cna – continuano La Terra e Stracquadanio – ha sempre sostenuto che l'opera, essendo stata realizzata con fondi pubblici, dovrebbe rimanere in parte sotto controllo pubblico. Naturalmente non abbiamo alcuna pregiudiziale e siamo aperti al confronto. Agli amministratori è stato evidenziato come la Società Interporti Siciliana (Sis), società ad intero capitale pubblico, gestisce e programma alcune importanti infrastrutture logistiche regionali. Abbiamo inoltre invitato l'amministrazione, nelle more che i collaudi dell'opera siano completati, a verificare sia con la Sis ma anche con le altre istituzioni (Comuni vicini) se esiste la volontà di avviare un soggetto che guardi alla gestione dell'opera che servirà un’area che ricade in uno dei due assi logistici siciliani: Gela, Caltagirone, Catania; un’area che sta avendo un particolare sviluppo nella movimentazione delle merci e ha bisogno di potere contare su piattaforme ampie e funzionali”.
Per quando riguarda il secondo stralcio dell'opera, l'assessore Nicastro ha fatto presente che è stata avviata una interlocuzione positiva con la Regione. “Abbiamo evidenziato – dicono ancora La Terra e Stracquadanio – che l'autoporto di Vittoria e l'interporto di Catania sono le uniche due opere realizzate, delle nove previste dall'accordo di programma sui trasporti e la logistica, quindi se le somme delle altre strutture non si sono volatilizzate potrebbero essere utilizzate per completare definitivamente l'opera. Eravamo e siamo coscienti che realizzare e far partire quest'opera era ed è un'impresa complicata, ma questo territorio non può permettersi che una struttura così strategica diventi una cattedrale nel deserto delle incompiute siciliane. Non abbassiamo la guardia e stimoleremo positivamente l'amministrazione affinché l'autoporto diventi una realtà”.



lunedì 3 ottobre 2016

Che fine ha fatto il Paes di Vittoria? Il sindaco verifichi che cosa sta accadendo. Il rischio è di perdere i fondi


Che fine ha fatto il Paes (Piano d'azione d'energia sostenibile) di Vittoria? E’ l’interrogativo che si pongono il presidente della Cna territoriale, Giuseppe La Terra, con il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio. “Abbiamo controllato nel sito dove tutti i piani presentati vengono classificati (http://www.pattodeisindaci.eu/actions/sustainable-energy-action-plans_it.html) - dicono i due – e abbiamo scoperto che dal 29 gennaio 2015 - data in cui il consiglio comunale approvò lo strumento - è ancora in corso di valutazione. Eppure i tempi previsti per l'analisi dovevano essere tra i sei e nove mesi. Inoltre, i piani dei Comuni vicini approvati nello stesso periodo sono stati già valutati positivamente e sono in via di finanziamento. Cosa è successo? Domanda che giriamo con una certa preoccupazione ai neo amministratori. Il Paes potrebbe essere un ottimo strumento in grado di rimettere in movimento la filiera del settore costruzioni a Vittoria. Da più parti si sottolinea con forza che per far ripartire questo comparto si dovrebbe puntare su politiche che mirano alla riqualificazione del tessuto edilizio facilitando il riuso e la ristrutturazione. La città costruita dovrebbe diventare più sostenibile ed energeticamente più attiva. A Vittoria serve una spinta che modifichi radicalmente il modo di operare sia dei professionisti che delle imprese del comparto. I fondi del Paes, anche se insufficienti, potrebbero stimolare il settore il quale, pur vivendo una crisi profonda, rimane fortemente ancorato a vecchie logiche costruttive che gli impediscono di evolversi, progredire e modernizzarsi. Come Cna non nascondiamo una certa preoccupazione per questa mancata valutazione. Invitiamo il neo sindaco a sollecitare urgentemente il Centro Comune di Ricerca (Ccr) della Commissione europea responsabile dell’analisi dei Paes. Verifichi come mai il Piano d'azione di Vittoria non è stato ancora valutato dopo quasi due anni e se c'è la possibilità di sbloccarlo. Recuperare questa opportunità sarebbe qualificante per l'amministrazione, per le imprese del settore e per il territorio tutto”. 

lunedì 26 settembre 2016

AUTOPORTO DI VITTORIA: QUALE FUTURO?



Pubblichiamo la lettera aperta che il presidente della CNA di Vittoria ha inviato al Sindaco e per conoscenza  al Presidente del Consiglio Comunale


Lettera aperta al Sindaco
avv. Giovanni Moscato

Sig. Sindaco
il mercato ha un nuovo regolamento. Nel bene o nel male (il giudizio lo deleghiamo ad altri) la nostra organizzazione ha contribuito a modificare alcuni articoli che erano nella bozza proposta dall'Amministrazione. Abbiamo anche avviato un dibattito, portando alla luce storiche anomalie che devono trovare una soluzione (la sua maggioranza ha preso un impegno in tal senso). E comunque, siamo d'accordo con Lei: la strada del rilancio economico di questa città non passa per un regolamento ma si snoda per altre vie. Lo sviluppo dell'autoporto di Vittoria è una di queste.
Stiamo parlando di una struttura che rientra nell'asse logistico Gela, Caltagirone, Catania e dovrebbe intersecarsi con l'Aeroporto di Comiso e il Porto di Pozzallo. A tutti è noto quale impegno ha messo la Cna nel volere la realizzazione di quest'opera. Basti pensare come delle nove strutture individuate dalla pianificazione regionale soltanto due sono state realizzate: il primo stralcio dell'autoporto di Vittoria e poi parte dell'interporto di Catania. Quest'opera anche se monca (secondo stralcio ?), è strategica per la rinascita di questo territorio. Lo diciamo da anni: questo pezzo di Sicilia ha tutte le caratteristiche per diventare un importante quadrante logistico, cioè il punto di incontro ideale per il trasporto merci stradale , marino e aereo che si muove in questa parte del Sud-Est. La movimentazione di merci e prodotti è la nuova opportunità economica che ha questa terra. Per fare decollare questo settore, servono politiche in grado di adeguare l'attuale sistema economico a funzioni logistiche che siano in chiave di completamento e di ridisegno produttivo di quest'area. Di fronte a questo scenario le istituzioni (Comune di Vittoria su tutte) non possono restare ferme, devono avere un ruolo guida. La Cna, come sempre, avanza una proposta: affidare l'autoporto ad una società di gestione che sia la risultante dei vari soggetti presenti nel territorio (comuni della zona, Camera di Commercio, Regione Sicilia, privati ...) che si interfacci con la Società Interporti Siciliani (SIS).
Abbiamo appreso dalla stampa che l'Amministrazione sta lavorando all'impostazione di un “bando che porta all'affidamento definitivo del bene”. La cosa ci fa molto piacere. Naturalmente, se è possibile e se c'è ancora tempo, vorremmo avviare un confronto con la sua Amministrazione per capire quali tracce si stanno seguendo nella redazione di questo bando e se le stesse possono intersecarsi con la nostra proposta.
Certi della sua sensibilità e sicuri di una sua convocazione porgiamo cordialità.


Vittoria, 24/09/2016
Il Presidente

Giuseppe La Terra

giovedì 18 agosto 2016

Zona artigianale di Vittoria, biglietto da visita e non area di degrado.



Pulire, salvaguardare e curare la zona artigianale non può e non deve essere un evento sporadico o straordinario, ma un impegno costante nel tempo. Questo è ciò che alcuni titolari di imprese artigiane insediate nell'area hanno detto al vice sindaco Andrea La Rosa, il quale dopo le sollecitazioni della CNA ha voluto effettuare una visita nell'insediamento. L'area artigianale versa nuovamente in uno stato di forte abbandono. Qualche giorno fa abbiamo pubblicando alcune foto su Facebook per evidenziare il degrado in cui questa struttura è ricaduta. Pensiamo sia giusto avviare, in modo definitivo, un sostanziale cambio di rotta. Gli imprenditori artigiani insediati hanno sostenuto investimenti significativi e ricevono giornalmente la vista di rappresentanti di varie aziende e diversi clienti.  I loro sforzi e la loro capacità vengono mortificati dallo stato di abbandono in cui l'area ciclicamente precipita. L'incuria della zona non è un buon biglietto da visita né per le imprese che vi operano, né per la città. Per tale motivo la CNA ha sollecitato la nuova amministrazione e per questo, oggi, una delegazione di imprenditori artigiani dell'area ha accolto il vicesindaco La Rosa. L'amministratore ha garantito che a breve riprenderà la raccolta dei rifiuti solidi urbani e ha fatto sapere che l'ass. Nicastro ha già stabilito un piano di manutenzione e pulizia dell'area che partirà fra pochi giorni.
Come CNA auspichiamo di poter incontrare o sollecitare la nuova  amministrazione non solo per problemi ordinari, ma per individuare soluzioni che puntino a valorizzare il nostro territorio, le sue infrastrutture e a farlo ripartire economicamente.

lunedì 11 luglio 2016

La Cna territoriale di Vittoria incontra il sindaco Moscato.

Una delegazione della Cna territoriale di Vittoria ha incontrato venerdì scorso il neosindaco Giovanni Moscato e l’assessore all'Urbanistica Paolo Nicastro. L'incontro, chiesto dall’associazione di categoria, è stato essenzialmente incentrato sulle domande che la Cna aveva già posto ai due candidati a sindaco che si confrontavano al ballottaggio. E’ stato ribadito, in particolare, che se c'è una maggioranza di cui si parla poco in città è quella delle microimprese. A questo universo di realtà produttive Vittoria deve tutto. Oltre il 60% degli addetti è impiegato in piccole attività artigianali, commerciali e agricole e la nuova Amministrazione è stata invitata a guardare con molta attenzione a questo mondo se nel proprio programma politico intende rilanciare economicamente la città. I temi affrontati sono stati: la riqualificazione della zona artigianale che è sempre più un’area desolata e poco valorizzata dove le imprese insediate hanno fatto investimenti significativi che non trovano però nessuna valorizzazione; snellimento burocratico e abusivismo che abbraccia diverse attività. In proposito è stato chiesto al sindaco di sostenere con forza la Cna provinciale di Ragusa che da tempo è impegnata nel contrasto a questo fenomeno oltre che di attivarsi anche a livello locale con gli uffici comunali preposti e con i vigili urbani. Altro argomento affrontato il terzo polo industriale, struttura in parte finanziata con i fondi ex Insicem, oramai diventata un miraggio che si allontana sempre più. Sia il sindaco che l'assessore Nicastro hanno sottolineato l'importanza delle prime richieste avanzate dalla Cna e hanno voluto rilevare che per la nuova Amministrazione il confronto con le categorie produttive è fondamentale. Il sindaco ha voluto rimarcare come per lui il terzo polo industriale sia una priorità e non intende rinunciare alla struttura oltre a non volere perdere i finanziamenti. Inoltre è precisa volontà del primo cittadino istituire consulte tematiche che individuino soluzioni per alcuni problemi come ad esempio la riqualificazione dell’area artigianale, il terzo polo, la questione della tassazione alle piccole e medie imprese e per questo intende coinvolgere la Cna. Sull'abusivismo e sullo snellimento burocratico il sindaco, oltre a sostenere la Cna provinciale, intende attivarsi immediatamente con i propri uffici. “La nostra organizzazione – affermano il presidente Giuseppe La Terra e il responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio - nel confermare che il successo e la crescita delle microimprese dipende dal loro sentirsi parte integrante di una società che li rispetta e li valorizza, si è resa disponibile su temi specifici ad avviare una collaborazione attiva con la nuova amministrazione”.

sabato 2 luglio 2016

L'abusivismo non può essere il nuovo modello di sviluppo


“L’economia di Vittoria è all'anno zero. La serricoltura è alle corde, schiacciata dai debiti che derivano da costi di produzione troppo elevati e vendita del prodotto sotto costo. L’artigianato, insieme al piccolo commercio, sono immobilizzati da questa crisi. In particolare il comparto delle costruzioni, con tutto quelle che muove (mutui, progettazione, realizzazione, commercio di materiale, arredamento, etc.) sta vivendo una paralisi che dura già da qualche anno. Il turismo è il settore che potrebbe dare il via ad una rinascita, ma è ancora un miraggio, stenta a diventare realtà. Per fortuna c'è chi resiste, chi continua a credere nel territorio e nelle sue grandi potenzialità”. E’ l’analisi che arriva dalla Cna territoriale di Vittoria con il presidente Giuseppe La Terra e il responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio che tracciano un quadro della situazione niente affatto lusinghiero anche se non manca qualche rimando alla speranza. “Ci sono piccole imprese che ogni giorno combattono a viso aperto sulla frontiera della qualità e della competitività – dicono La Terra e Stracquadanio – ma sono costrette a confrontarsi con chi opera nell’illegalità più piena e totale. Acconciatori, estetiste, imprese del settore impiantistico (elettricisti, idraulici e altri), attività edili, autoriparazioni: da un lato chi opera tra mille avversità nella legalità, sopportando un carico fiscale che supera il 60% annuo; dall'altro chi svolge la stessa attività però totalmente in nero, senza versare un euro di tassa. Una competizione illecita che vede sempre e solo l’affermazione delle seconde sulle prime. Lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo: questa crisi ha affermato un concetto semplice. Rispettare le regole è da cretini. I piccoli commerciati di frutta e verdura sparsi per gli angoli della città sono solo la punta dell'iceberg, rappresentano la parte visibile del fenomeno. Esiste invece un sottobosco di attività commerciali e artigianali di grandezza significativa. Se non è pari a quelle che operano nella legalità poco ci manca. La città “custode della legalità” sta diventando sempre più il luogo delle attività in nero, dove si lavora in nero, si produce in nero e si realizza un reddito nero. L’edilizia e l’impiantistica rappresentano i settori dove si registra una singolarità particolare: le attività illegali vengono a contatto con professionisti, imprese che commercializzano prodotti e risultano abbondantemente tollerate, anzi spesso godono di una “credibilità” che supera quella delle imprese legali. Come mai? Sono forse competitive nei prezzi? Pagano tutto e subito senza chiedere certificazione fiscale? Sarebbe interessante capire. La Cna territoriale di Vittoria pensa che sia arrivato il momento di mettere mano a questa evidente anomalia. E’ urgente avviare un tavolo tra organizzazioni sindacali e di categoria, ordini professionali, amministrazione comunale ed enti preposti al controllo per individuare in tempi brevi misure che permettano l’emersione di queste attività e ne contrastino la crescita. Rinunciare a ciò significa ammettere che illegalità e disonestà siano nei fatti elevate a nuovo modello di sviluppo di questo territorio”.