“Dovevamo
per forza minacciare un sit-in di protesta affinché
l’Amministrazione comunale si attivasse per l'acquisto dei
contatori idrici e per avviare le procedure del protocollo d'intesa?
Non doveva essere un fatto rapido e conseguenziale dopo l'accordo
raggiunto nel marzo scorso?”. E’ quanto affermano Sergio
Criscino, responsabile Cna di Vittoria per il settore acconciatori, e
Giorgio Stracquadanio, responsabile organizzativo territoriale.
“Comunque sia – dicono i due – l'importante è che ai
comunicati stampa segua una rapida accelerazione degli uffici
preposti. Troppo tempo è stato perso e soprattutto non è possibile
che ogni volta sia necessario rincorrere amministratori e uffici
competenti o peggio minacciare manifestazioni per attivare procedure
o accordi. Serve maggiore attenzione politica e sociale verso le
piccole imprese e le loro esigenze. Tutti i problemi dell'economia
locale devono trovare veloce considerazione. La crisi sta bruciando
lentamente la pazienza e la voglia di fare impresa. Anche la
tassazione comunale in pochi anni è cresciuta e incide pesantemente
sui magri bilanci delle nostre attività (gli importi delle bollette
acconti Tares che il Comune sta inviando sono la conferma).
L'attenzione, l'ascolto, la disponibilità, devono essere
accompagnate da una certa sveltezza. Nel prendere tempo si rischia,
spesso, di perdere tempo prezioso”.
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sabato 8 giugno 2013
martedì 12 febbraio 2013
Canone idrico, lettera aperta della Cna di Vittoria al sindaco “Colpendo famiglie e imprese aumentano gli effetti recessivi”
Sig.
Sindaco,
le
sue dichiarazioni rilasciate ad una tv locale in merito alle bollette
“rimodulate” del canone idrico, ci impongono, purtroppo, alcune
precisazioni. Come organizzazione di categoria ci siamo opposti a
questo ingente ampliamento della tassazione (voluto e votato
all’unanimità da tutti gli amministratori) perché si
colpiscono, in modo chiaro, evidente e inequivocabile le famiglie
numerose e le imprese della nostra città, in un momento in cui le
stesse sono soggette agli effetti di una crisi economica che non ha
precedenti. Questo è
ciò che chiunque può dedurre leggendo la delibera di Giunta n.159
del 23/03/2012 che regolamenta i proventi per l'acquedotto comunale
per l'anno 2012. Questi “strafalcioni
amministrativi” (così
lei li ha definiti) non possono essere nascosti con dichiarazioni che
hanno l'effetto di alimentare frizioni tra i cittadini. Dire:
“Un’impresa non può pagare quanto un pensionato” cosa
significa? Che all'impresa piace eludere? Oppure cerca di non
rispettare le regole? Insinuare in modo sottile queste considerazioni
nel tessuto sociale non aiuta, anzi si rischia di innescare piccoli
conflitti fra le varie forme di disperazione. A noi, come lei ben sa,
piace stare ai fatti. I dati dell'ultimo censimento Istat su Vittoria
e i dati sulle imprese locali della Camera di Commercio di Ragusa
potrebbero aiutarci a trovare soluzioni. Dal censimento Istat 2011
sappiamo che in città ci sono 31.656 persone coniugate, quindi oltre
15mila famiglie. Più della metà di queste è composta da nuclei di
oltre tre unità. Su questi nuclei familiari grava quella
“rimodulazione” che non ha assolutamente considerato un fatto:
molte di queste famiglie vivono l'abitazione solo per poche ore al
giorno (si esce la mattina per andare a lavoro e a scuola, oppure
università, e si rientra nel tardo pomeriggio). Quindi i consumi
medi d'acqua, che “l'ente Comune ha “rimodulato”
forfettariamente per questa fascia, 221 mc (221.000 litri, pari a 600
litri di consumo giornaliero), ci sembrano “presuntivamente”
eccessivi. Stessa cosa vale per quelle attività economiche che la
delibera classifica come categoria C. Le 1.228 attività di commercio
al dettaglio (l’esempio può essere il negozio di via Cavour), le
125 imprese del settore autoriparazione (officine di meccanico,
carrozziere, elettrauto e gommista) secondo quale logica possono
consumare 85 mc (85.000 litri) d'acqua l'anno? Può un negozio o una
officina, non considerando ferie, festivi e domeniche, consumare
oltre 300 litri d'acqua al giorno? Alle 187 attività operanti nei
settori pasticceria, pizzeria e bar; alle 138 imprese operanti nel
settore acconciatura ed estetica, ai 12 autolavaggi e alle
tintolavanderie (dati Camera di Commercio aggiornati al 2 febbraio
2013) sono stati assegnati, sempre in modo “presuntivo” e
forfettario, 510 mc di consumo annuo. Una
assegnazione che per alcune delle attività inserite nella categoria
è vistosamente fuori misura.
Il caso degli acconciatori e delle estetiste è tra quelli più
emblematici. Intanto non è stata fatta la distinzione tra
acconciatori ed estetiste. E' risaputo che l'attività di estetista
consuma volumi d'acqua notevolmente più bassi di un acconciatore.
A
questo primo errore se ne aggiunge un secondo: non è stata
considerata la differenza tra chi opera nel settore acconciatura
maschile e chi, invece, nel settore femminile. Abbiamo verificato il
consumo d'acqua di acconciatori femminili che operano in comuni a noi
vicini (Comiso e Ragusa) dove il canone idrico si paga a consumo. E'
emerso che solo le attività più floride del settore femminile
possono raggiungere i volumi d'acqua che la delibera
“presuntivamente” indica. Alla pressione fiscale, già fuori
linea dello Stato, si sommano quindi gli aumenti evidenti delle
imposte comunali. Colpendo
famiglie e imprese non si fa altro che favorire le condizioni per
ulteriori effetti recessivi.
Possiamo affermare come, sia con l'Imu prima che con il canone idrico
ora, l'Amministrazione non
ha previsto quelle
“misure a sostegno
delle situazioni di difficoltà”, né
ha previsto “una
pressione fiscale ridottissima” (dichiarazione
del sindaco all'indomani dell'approvazione del bilancio di
previsione, comunicato stampa 338 del 24/05/2012). Infine ci corre
l'obbligo di sottolineare come nel suo programma amministrativo, a
pag. 7 punto 9, sotto la voce “Bilancio e tributi”, ci sia
scritto: “Il bilancio
di previsione del Comune verrà sottoposto al vaglio delle
associazioni di categoria e dei cittadini tutti ... Pagamento canone
idrico a consumo e superamento del sistema forfettario...
Agevolazioni per le fasce sociali più deboli e in difficoltà...
Riduzione tasse per le famiglie numerose con più di due figli a
carico... Politiche di riduzione ed agevolazione dei tributi”. Noi
(secondo lei) non saremo forse molto “rappresentativi” oppure
utilizziamo argomenti “assolutamente pretestuosi” ma le sue
parole non sempre trovano riscontro. Smettiamola e troviamo
soluzioni.
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venerdì 8 febbraio 2013
Canone idrico: l'assessore non si presenta all'incontro con le organizzazioni di categoria.
Assessore Fiore accanto al senatore Lumia
Grave
l'assenza dell'Assessore, dott.ssa Concetta Fiore, alla riunione
fissata il 07/02/2013 dalla Commissione Comunale Trasparenza per le
problematiche inerenti il canone idrico. Le Organizzazioni di
categoria, CONFCOMMERCIO, CNA e CONFESERCENTI, convocate dal Presidente della Commissione, Daniele Barrano, attendevano dal
confronto una rivisitazione ed un riequilibrio della tassazione
“rimodulata”
che, come affermato, è da considerarsi iniqua ed eccessiva per le
imprese. All'incontro, fissato per le 15,30, la dott.ssa Fiore non si
è presentata per “sopraggiunti
impegni istituzionali presso la Regione”.
Poco dopo però lo stesso assessore era presente all'incontro
elettorale con il senatore Giuseppe Lumia (si veda la foto allegata).
L'assessore ha privilegiato la sua campagna elettorale anziché
l’incontro con le parti sociali? Se è così, si è sottratta di
fatto ad una importante riunione, mostrando poca sensibilità e poca
attenzione alla problematica dei canoni per la fornitura idrica, che
coinvolge buona parte delle aziende del nostro territorio e dei
cittadini. Il mancato confronto oltre a compromette il dialogo con le
organizzazioni di categoria è un
atto di insensibilità verso le difficoltà economiche che famiglie e
imprese di Vittoria stanno attraversando.
CONFCOMMERCIO, CNA e CONFESERCENTI si incontreranno nei prossimi
giorni per valutare le azioni da intraprendere a tutela delle imprese che rappresentano.
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giovedì 31 gennaio 2013
CANONE IDRICO: SERVE URGENTEMENTE UN CONFRONTO
Assemblea sentita, voluta
e partecipata quella che si è tenuta ieri sera (30/01/2013) presso
la sede della CNA di Vittoria. Il tema dell'incontro: l'aumento
eccessivo del del canone idrico. Un incontro organizzato in breve
tempo. In poche ore molti titolari di attività, che a Vittoria
operano nel settore acconciatura (parrucchieri e barbieri), hanno
risposto positivamente all'invito che la CNA gli ha rivolto tramite
facebook. E' emerso immediatamente dagli interventi come la volontà
dell'amministrazione sia colpire le imprese che operano nella
legalità e che stanno vivendo una difficoltà economica che non
conosce precedenti. La crisi imporrebbe un calo delle tasse, qui
invece si risponde aumentando l'imposizione. Questa scelta che gli
amministratori hanno fatto all'unanimità (delibera di giunta 159
del 23/03/2012) evidenzia come i consumi idrici siano stati calcolati
in modo presunto senza guardare la realtà. Come si può presumere
che un acconciatore consumi 510 mc (510.000 litri) d'acqua l'anno?
Sono volumi impressionanti. E' stato considerato che per almeno 130
giorni l'anno (52 domeniche, 52 lunedì, festivi, ferie estive)
queste attività sono chiuse? Secondo gli amministratori un impresa di acconciatura consuma presumibilmente 2000 litri d'acqua al giorno?
Secondo questa teoria, ipotizzando un utilizzo di 10 litri d'acqua
per ogni cliente (e siamo un po larghi) ogni acconciatore fa circa
200 persone al giorno? E' evidente: chi amministra è distante anni
luce dalla realtà che dovrebbe amministrare. Con i contatori tutto
questo non sarebbe mai successo. Le imprese voglio pagare ma non possono accettare la vessazione o peggio essere considerate evasori. Serve immediatamente un tavolo di
concertazione, tra l'amministrazione e le organizzazioni di categoria, che ponga rimedio ad un atto ingiusto che sta
generando preoccupazione e indignazione.
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mercoledì 23 gennaio 2013
Ancora tasse comunali sulle piccole e medie imprese di Vittoria
“L’Amministrazione
comunale di Vittoria ha adottato un sistema fiscale che tiene nel
mirino il lavoro regolare e le imprese che operano nella legalità.
La crisi che stiamo vivendo impone, invece, la diminuzione della
pressione fiscale su chi opera alla luce del sole e nella
trasparenza”. E’ quanto afferma la Cna territoriale di Vittoria
con un documento sottoscritto dal presidente Giuseppe Santocono, dal
responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio e dal componente
della presidenza provinciale di Cna Unione e Benessere, Orazio
Floridoro.
“L’evasione
fiscale – prosegue il documento – riguarda esclusivamente le
attività che operano in nero, che ufficialmente non esistono, ma che
feriscono e insultano la concorrenza reale. Perché c’è tanta
comprensione e tolleranza da parte dell’Amministrazione verso
queste attività? Legalità e trasparenza sono parole che trovano
applicazione su chi ha il coraggio di vivere allo scoperto e non su
chi, vigliaccamente, vive nel sommerso.
E così l’Imu ha colpito i
capannoni, i laboratori e i negozi di chi fa impresa alla luce del
sole, parificando questi immobili a seconde case. Eppure al sindaco,
in un incontro, abbiamo spiegato che questi edifici non sono il
risultato di un accumulo patrimoniale ma servono a creare sviluppo,
posti di lavoro reale e ricchezza nel territorio, ma la riduzione
dell’aliquota promessa a parole non è arrivata nei fatti”.
“Ora –
continua la Cna di Vittoria – il canone idrico 2012 sta colpendo le
attività di bar, pasticcerie, pizzerie ma principalmente gli
acconciatori (ex parrucchieri e barbieri). La delibera di Giunta
giustifica questo aumento (va abbondantemente oltre il 100% rispetto
all'anno precedente) ma non tiene conto della crisi, del fatto che le
attività che operano nel settore proprio nel 2012 hanno avuto un
calo effettivo. Non si fa nemmeno una distinzione tra chi opera nel
settore maschile e chi nel settore femminile (nel maschile i consumi
d'acqua sono notevolmente inferiori). Vengono caricati di punto in
bianco 510 mc (corrispondenti a 2.000 litri al giorno di consumo) per
0,70 euro al mc (più canone e altri balzelli). 510.000 litri di
consumo annuo per alcune attività ci sembrano un pochino esagerati.
Chiediamo un incontro urgente per capire: perché non c’è stata
una concertazione con le organizzazioni così come è stato in
passato? Quali parametri, la Giunta, ha preso in considerazione per
determinare questi consumi? Che fine ha fatto il progetto dei
contatori? Questi prelievi sono studiati non per
far migliorare l’economia ma per soffiare di più sulla crisi.
Siamo per una collaborazione leale e reale con la Pubblica
amministrazione ma certi comportamenti non aiutano. La misura è
colma, le imprese della città sono in stato di mobilitazione.
Verificheremo con le altre organizzazioni se questa è solo una
nostra visione oppure se si tratta di una impressione condivisa”.
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