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sabato 8 giugno 2013

Installazione contatori idrici, gli uffici accelerano le procedure La Cna di Vittoria: “Dovevamo per forza minacciare un sit-in per ottenere le risposte attese da parte dell’Amministrazione?”

“Dovevamo per forza minacciare un sit-in di protesta affinché l’Amministrazione comunale si attivasse per l'acquisto dei contatori idrici e per avviare le procedure del protocollo d'intesa? Non doveva essere un fatto rapido e conseguenziale dopo l'accordo raggiunto nel marzo scorso?”. E’ quanto affermano Sergio Criscino, responsabile Cna di Vittoria per il settore acconciatori, e Giorgio Stracquadanio, responsabile organizzativo territoriale. “Comunque sia – dicono i due – l'importante è che ai comunicati stampa segua una rapida accelerazione degli uffici preposti. Troppo tempo è stato perso e soprattutto non è possibile che ogni volta sia necessario rincorrere amministratori e uffici competenti o peggio minacciare manifestazioni per attivare procedure o accordi. Serve maggiore attenzione politica e sociale verso le piccole imprese e le loro esigenze. Tutti i problemi dell'economia locale devono trovare veloce considerazione. La crisi sta bruciando lentamente la pazienza e la voglia di fare impresa. Anche la tassazione comunale in pochi anni è cresciuta e incide pesantemente sui magri bilanci delle nostre attività (gli importi delle bollette acconti Tares che il Comune sta inviando sono la conferma). L'attenzione, l'ascolto, la disponibilità, devono essere accompagnate da una certa sveltezza. Nel prendere tempo si rischia, spesso, di perdere tempo prezioso”.

martedì 12 febbraio 2013

Canone idrico, lettera aperta della Cna di Vittoria al sindaco “Colpendo famiglie e imprese aumentano gli effetti recessivi”


Sig. Sindaco,

le sue dichiarazioni rilasciate ad una tv locale in merito alle bollette “rimodulate” del canone idrico, ci impongono, purtroppo, alcune precisazioni. Come organizzazione di categoria ci siamo opposti a questo ingente ampliamento della tassazione (voluto e votato all’unanimità da tutti gli amministratori) perché si colpiscono, in modo chiaro, evidente e inequivocabile le famiglie numerose e le imprese della nostra città, in un momento in cui le stesse sono soggette agli effetti di una crisi economica che non ha precedenti. Questo è ciò che chiunque può dedurre leggendo la delibera di Giunta n.159 del 23/03/2012 che regolamenta i proventi per l'acquedotto comunale per l'anno 2012. Questi “strafalcioni amministrativi” (così lei li ha definiti) non possono essere nascosti con dichiarazioni che hanno l'effetto di alimentare frizioni tra i cittadini. Dire: “Un’impresa non può pagare quanto un pensionato” cosa significa? Che all'impresa piace eludere? Oppure cerca di non rispettare le regole? Insinuare in modo sottile queste considerazioni nel tessuto sociale non aiuta, anzi si rischia di innescare piccoli conflitti fra le varie forme di disperazione. A noi, come lei ben sa, piace stare ai fatti. I dati dell'ultimo censimento Istat su Vittoria e i dati sulle imprese locali della Camera di Commercio di Ragusa potrebbero aiutarci a trovare soluzioni. Dal censimento Istat 2011 sappiamo che in città ci sono 31.656 persone coniugate, quindi oltre 15mila famiglie. Più della metà di queste è composta da nuclei di oltre tre unità. Su questi nuclei familiari grava quella “rimodulazione” che non ha assolutamente considerato un fatto: molte di queste famiglie vivono l'abitazione solo per poche ore al giorno (si esce la mattina per andare a lavoro e a scuola, oppure università, e si rientra nel tardo pomeriggio). Quindi i consumi medi d'acqua, che “l'ente Comune ha “rimodulato” forfettariamente per questa fascia, 221 mc (221.000 litri, pari a 600 litri di consumo giornaliero), ci sembrano “presuntivamente” eccessivi. Stessa cosa vale per quelle attività economiche che la delibera classifica come categoria C. Le 1.228 attività di commercio al dettaglio (l’esempio può essere il negozio di via Cavour), le 125 imprese del settore autoriparazione (officine di meccanico, carrozziere, elettrauto e gommista) secondo quale logica possono consumare 85 mc (85.000 litri) d'acqua l'anno? Può un negozio o una officina, non considerando ferie, festivi e domeniche, consumare oltre 300 litri d'acqua al giorno? Alle 187 attività operanti nei settori pasticceria, pizzeria e bar; alle 138 imprese operanti nel settore acconciatura ed estetica, ai 12 autolavaggi e alle tintolavanderie (dati Camera di Commercio aggiornati al 2 febbraio 2013) sono stati assegnati, sempre in modo “presuntivo” e forfettario, 510 mc di consumo annuo. Una assegnazione che per alcune delle attività inserite nella categoria è vistosamente fuori misura. Il caso degli acconciatori e delle estetiste è tra quelli più emblematici. Intanto non è stata fatta la distinzione tra acconciatori ed estetiste. E' risaputo che l'attività di estetista consuma volumi d'acqua notevolmente più bassi di un acconciatore.
A questo primo errore se ne aggiunge un secondo: non è stata considerata la differenza tra chi opera nel settore acconciatura maschile e chi, invece, nel settore femminile. Abbiamo verificato il consumo d'acqua di acconciatori femminili che operano in comuni a noi vicini (Comiso e Ragusa) dove il canone idrico si paga a consumo. E' emerso che solo le attività più floride del settore femminile possono raggiungere i volumi d'acqua che la delibera “presuntivamente” indica. Alla pressione fiscale, già fuori linea dello Stato, si sommano quindi gli aumenti evidenti delle imposte comunali. Colpendo famiglie e imprese non si fa altro che favorire le condizioni per ulteriori effetti recessivi. Possiamo affermare come, sia con l'Imu prima che con il canone idrico ora, l'Amministrazione non ha previsto quelle “misure a sostegno delle situazioni di difficoltà”, né ha previsto “una pressione fiscale ridottissima” (dichiarazione del sindaco all'indomani dell'approvazione del bilancio di previsione, comunicato stampa 338 del 24/05/2012). Infine ci corre l'obbligo di sottolineare come nel suo programma amministrativo, a pag. 7 punto 9, sotto la voce “Bilancio e tributi”, ci sia scritto: “Il bilancio di previsione del Comune verrà sottoposto al vaglio delle associazioni di categoria e dei cittadini tutti ... Pagamento canone idrico a consumo e superamento del sistema forfettario... Agevolazioni per le fasce sociali più deboli e in difficoltà... Riduzione tasse per le famiglie numerose con più di due figli a carico... Politiche di riduzione ed agevolazione dei tributi”. Noi (secondo lei) non saremo forse molto “rappresentativi” oppure utilizziamo argomenti “assolutamente pretestuosi” ma le sue parole non sempre trovano riscontro. Smettiamola e troviamo soluzioni.

venerdì 8 febbraio 2013

Canone idrico: l'assessore non si presenta all'incontro con le organizzazioni di categoria.


Assessore Fiore accanto al senatore Lumia

Grave l'assenza dell'Assessore, dott.ssa Concetta Fiore, alla riunione fissata il 07/02/2013 dalla Commissione Comunale Trasparenza per le problematiche inerenti il canone idrico. Le Organizzazioni di categoria, CONFCOMMERCIO, CNA e CONFESERCENTI, convocate dal Presidente della Commissione, Daniele Barrano, attendevano dal confronto una rivisitazione ed un riequilibrio della tassazione “rimodulata” che, come affermato, è da considerarsi iniqua ed eccessiva per le imprese. All'incontro, fissato per le 15,30, la dott.ssa Fiore non si è presentata per “sopraggiunti impegni istituzionali presso la Regione”. Poco dopo però lo stesso assessore era presente all'incontro elettorale con il senatore Giuseppe Lumia (si veda la foto allegata). L'assessore ha privilegiato la sua campagna elettorale anziché l’incontro con le parti sociali? Se è così, si è sottratta di fatto ad una importante riunione, mostrando poca sensibilità e poca attenzione alla problematica dei canoni per la fornitura idrica, che coinvolge buona parte delle aziende del nostro territorio e dei cittadini. Il mancato confronto oltre a compromette il dialogo con le organizzazioni di categoria è un atto di insensibilità verso le difficoltà economiche che famiglie e imprese di Vittoria stanno attraversando. CONFCOMMERCIO, CNA e CONFESERCENTI si incontreranno nei prossimi giorni per valutare le azioni da intraprendere a tutela delle imprese che rappresentano.

giovedì 31 gennaio 2013

CANONE IDRICO: SERVE URGENTEMENTE UN CONFRONTO


Assemblea sentita, voluta e partecipata quella che si è tenuta ieri sera (30/01/2013) presso la sede della CNA di Vittoria. Il tema dell'incontro: l'aumento eccessivo del del canone idrico. Un incontro organizzato in breve tempo. In poche ore molti titolari di attività, che a Vittoria operano nel settore acconciatura (parrucchieri e barbieri), hanno risposto positivamente all'invito che la CNA gli ha rivolto tramite facebook. E' emerso immediatamente dagli interventi come la volontà dell'amministrazione sia colpire le imprese che operano nella legalità e che stanno vivendo una difficoltà economica che non conosce precedenti. La crisi imporrebbe un calo delle tasse, qui invece si risponde aumentando l'imposizione. Questa scelta che gli amministratori hanno fatto all'unanimità (delibera di giunta 159 del 23/03/2012) evidenzia come i consumi idrici siano stati calcolati in modo presunto senza guardare la realtà. Come si può presumere che un acconciatore consumi 510 mc (510.000 litri) d'acqua l'anno? Sono volumi impressionanti. E' stato considerato che per almeno 130 giorni l'anno (52 domeniche, 52 lunedì, festivi, ferie estive) queste attività sono chiuse? Secondo gli amministratori un impresa di acconciatura consuma presumibilmente 2000 litri d'acqua al giorno? Secondo questa teoria, ipotizzando un utilizzo di 10 litri d'acqua per ogni cliente (e siamo un po larghi) ogni acconciatore fa circa 200 persone al giorno? E' evidente: chi amministra è distante anni luce dalla realtà che dovrebbe amministrare. Con i contatori tutto questo non sarebbe mai successo. Le imprese voglio pagare ma non possono accettare la vessazione o peggio essere considerate evasori. Serve immediatamente un tavolo di concertazione, tra l'amministrazione e le organizzazioni di categoria, che ponga rimedio ad un atto ingiusto che sta generando preoccupazione e indignazione. 

mercoledì 23 gennaio 2013

Ancora tasse comunali sulle piccole e medie imprese di Vittoria




“L’Amministrazione comunale di Vittoria ha adottato un sistema fiscale che tiene nel mirino il lavoro regolare e le imprese che operano nella legalità. La crisi che stiamo vivendo impone, invece, la diminuzione della pressione fiscale su chi opera alla luce del sole e nella trasparenza”. E’ quanto afferma la Cna territoriale di Vittoria con un documento sottoscritto dal presidente Giuseppe Santocono, dal responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio e dal componente della presidenza provinciale di Cna Unione e Benessere, Orazio Floridoro.
“L’evasione fiscale – prosegue il documento – riguarda esclusivamente le attività che operano in nero, che ufficialmente non esistono, ma che feriscono e insultano la concorrenza reale. Perché c’è tanta comprensione e tolleranza da parte dell’Amministrazione verso queste attività? Legalità e trasparenza sono parole che trovano applicazione su chi ha il coraggio di vivere allo scoperto e non su chi, vigliaccamente, vive nel sommerso. 
E così l’Imu ha colpito i capannoni, i laboratori e i negozi di chi fa impresa alla luce del sole, parificando questi immobili a seconde case. Eppure al sindaco, in un incontro, abbiamo spiegato che questi edifici non sono il risultato di un accumulo patrimoniale ma servono a creare sviluppo, posti di lavoro reale e ricchezza nel territorio, ma la riduzione dell’aliquota promessa a parole non è arrivata nei fatti”.
“Ora – continua la Cna di Vittoria – il canone idrico 2012 sta colpendo le attività di bar, pasticcerie, pizzerie ma principalmente gli acconciatori (ex parrucchieri e barbieri). La delibera di Giunta giustifica questo aumento (va abbondantemente oltre il 100% rispetto all'anno precedente) ma non tiene conto della crisi, del fatto che le attività che operano nel settore proprio nel 2012 hanno avuto un calo effettivo. Non si fa nemmeno una distinzione tra chi opera nel settore maschile e chi nel settore femminile (nel maschile i consumi d'acqua sono notevolmente inferiori). Vengono caricati di punto in bianco 510 mc (corrispondenti a 2.000 litri al giorno di consumo) per 0,70 euro al mc (più canone e altri balzelli). 510.000 litri di consumo annuo per alcune attività ci sembrano un pochino esagerati. Chiediamo un incontro urgente per capire: perché non c’è stata una concertazione con le organizzazioni così come è stato in passato? Quali parametri, la Giunta, ha preso in considerazione per determinare questi consumi? Che fine ha fatto il progetto dei contatori? Questi prelievi sono studiati non per far migliorare l’economia ma per soffiare di più sulla crisi. Siamo per una collaborazione leale e reale con la Pubblica amministrazione ma certi comportamenti non aiutano. La misura è colma, le imprese della città sono in stato di mobilitazione. Verificheremo con le altre organizzazioni se questa è solo una nostra visione oppure se si tratta di una impressione condivisa”.