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sabato 31 gennaio 2015

29 Gennaio 2015, Autoporto di Vittoria, il lucchetto al cancello dice tutto.


Autoporto di Vittoria, siccome immobile. Potrebbe essere questo il format che dal 2008 caratterizza l'opera. L'infrastruttura doveva essere pronta e funzionante alla fine del 2013, invece è ancora un cantiere chiuso con tanto di lucchetto al cancello d'ingresso. Le foto che la Cna territoriale di Vittoria ha realizzato il 29 gennaio scorso testimoniano una desolazione che sa di resa. “Mentre sentiamo parlare, giustamente – dice la Cna territoriale di Vittoria – di rilancio dell'aeroporto di Comiso con l'avvio del progetto cargo, proposta che vedrebbe l'autoporto come struttura fondamentale per la logistica del trasporto merci; intanto che la Regione ha deciso, con fondatezza, di rilanciare il porto di Pozzallo, stanziando 231 milioni di euro per migliorare la struttura che dovrebbe “dialogare” proprio con l'autoporto, così come stabilito dall’allora accordo di programma quadro Stato-Regione sul trasporto e la logistica; qui non si riesce a comprendere né con giustezza né con fondatezza, come mai tutto questo ritardo per terminare un'opera strategica per la città e per tutto il territorio ibleo. In quest'area l’autotrasporto (settore che vanta numeri importanti con una percentuale alta di addetti su scala nazionale, perché legata alle produzioni ortofrutticole) cerca nel trasporto combinato strada-mare tutte le alternative al caro gasolio, ai ritardi agli imbarcaderi di Messina e alle strozzature nella Salerno-Reggio Calabria. Tanti non sanno nemmeno cosa sia l'autoporto e a cosa serva. Molti, in silenzio, la ritengono un'opera inutile, per questo non viene considerata, difesa e di conseguenza ignorata”.
Però, se quest'area della Sicilia vuole avere un ruolo nella gestione e nella movimentazione delle merci – prosegue la Cna di Vittoria – ha bisogno di un complesso di strutture e servizi integrati tra le diverse modalità di trasporto. Nel caso specifico, grazie all'autoporto, l'area iblea potrebbe diventare un polo logistico intermodale che utilizza l'aeroporto di Comiso e il porto di Pozzallo. Potremmo diventare un piccolo quadrante euro mediterraneo – il punto d'incontro ideale per il trasporto merci stradale, aereo e marittimo – creando sviluppo vero per il territorio e occupazione reale. Invece no, si rimane fermi, anzi si fa di più, si mettono metaforicamente, e non solo, i lucchetti alla voglia di rilancio. Non possiamo accettare questo comportamento. Pensiamo che l'Amministrazione comunale, su tale preciso problema, debba svegliarsi e mettersi finalmente in moto. Noi vogliamo ribaltare questa situazione ma vogliamo anche capire se dobbiamo farlo da soli oppure avendo accanto le istituzioni cittadine”.

mercoledì 21 gennaio 2015

PAES DI VITTORIA, LE NOSTRE PROPOSTE.





Ieri sera ( 20/01/2015) riunione sul  PAES con l'Amministrazione (Sindaco, ass. Cilia, ass. Pisani,  ass. Cannizzo, ing Piccione ... ),   ing. Caramazza (redattore del Piano)  e CNA (Santocono, Schininà, Stracquadanio)  Queste le proposte avanzate dalla nostra organizzazione. 


Premessa

  • Non conoscendo il quadro sinottico - dove si evidenziano le ipotesi della ripartizione degli investimenti e da dove potrebbero arrivare eventuali finanziamenti e quindi avere chiare le strategie (l'ing. Piccione, nell'incontro ha dichiarato che nella delibera di accompagnamento al Paes quest'atto, comunque, è allegato),
  • considerato che nella bozza di documento che abbiamo ricevuto si da particolare attenzione al settori trasporti ed edilizia residenziale,

Ci permettiamo di avanzare queste proposte integrative al PAES.

Interventi sugli edifici residenziali

Il Settore edilizio, e in particolare l’edilizia residenziale, rappresenta uno dei principali obiettivi delle politiche di risparmio energetico. Le Direttiva 31 del 2010, già recepita dal governo, in sintesi dice:
dopo il 2020 tutti gli edifici nuovi dovranno essere a consumo energetico quasi zero, e gran parte dei consumi rimanenti dovranno provenire da fonti rinnovabili;
per gli edifici esistenti al momento non è previsto un obiettivo vincolante. Gli Stati membri dovranno seguire l'esempio del settore pubblico e stabilire relativi obiettivi nazionali per la trasformazione degli edifici esistenti in edifici a bassissimo consumo energetico;
il limite minimo dei 1000 m2 di superficie da ristrutturare sarà abolito, probabilmente a partire dal 2014.
gli Stati membri dovranno giustificare, alla Commissione EU, se la differenza di prestazione fra soluzioni economicamente convenienti e quelle più efficienti superano il 15%;
le procedure per la certificazione energetica diventeranno più restrittive;
gli Stati membri dovranno adottare sistemi di verifica dei certificati, e dovranno adottare sanzioni in caso di non conformità. Le sanzioni dovranno essere efficaci, dissuasive e commisurate alla gravita dell'infrazione, dovranno essere comunicate alla Commissione EU;
il settore pubblico dovrà fare da traino, anticipando gli impegni al 2018, due anni prima del settore privato;
saranno introdotti requisiti minimi di efficienza energetica per i componenti edili;
sarà introdotto un metodo di calcolo condiviso ed armonizzato fra tutti gli Stati membri.

Risulta chiaro come gli interventi di maggiore impatto in termini energetici sono quelli rivolti al miglioramento dell’involucro abitativo e agiscono principalmente sulle seguenti componenti:
serramenti
isolamento delle pareti esterne
isolamento delle coperture.

Gli interventi sugli edifici sono limitati dal rilevante impegno economico necessario per la loro realizzazione. Inoltre, la frammentazione della proprietà immobiliare rappresenta un ostacolo apparentemente insormontabile alla riqualificazione dei grandi complessi edilizi degli anni ‘60, ‘70 e '80 . Forse fanno eccezione le porzioni di patrimonio immobiliare realizzate dalla fine degli anni '90 in poi afferenti a modelli di abitazione a proprietà indivisa che possono costituire un interessante bacino di intervento.
Dal confronto avuto con l'amministrazione e il dirigente del settore è emerso, con chiarezza, il nodo della questione: a fronte di un mercato locale pronto ad offrire competenze e soluzioni tecniche di diversa natura per intervenire sul patrimonio esistente vi è una domanda in maggior parte disattenta, poco informata e poco organizzata. Per questo motivo gli interventi sugli edifici residenziali costituiscono la principale sfida del PAES perché le azioni sono riferite a soggetti numerosi e diffusi e l'incertezza nella loro realizzazione è elevata. D'altro canto l'elevato potenziale di queste azioni fa capire come in questo settore serve necessariamente investire proprio perché rimette in moto la filiera dell'edilizia, pertanto si deve prevedere:
  1. azioni di informazione pubblica coinvolgendo gli ordini professionali,
  2. accordi fra organizzazioni di categoria e costituzione di un pacchetto condiviso di interventi,
  3. istituzione di fondi di garanzia con istituti di credito locali per i consumatori
  4. costituzione di una struttura pubblica dedicata (centro per l'energia),
  5. adeguamento degli strumenti di governo del territorio del Comune che prevedano agevolazioni.
Forestazione urbana

Per quanto di limitato potenziale, la forestazione urbana rappresenta un ambito importate di intervento per gli effetti sul microclima e di mitigazione dell'inquinamento atmosferico che si vanno ad aggiungere alla quota di CO2 assorbita. L'attività in corso a Vittoria è bassa, quasi nulla. Sarebbe opportuno avviare un progetto, il modello potrebbe essere LIFE GAIA, basato sulla partnership pubblico privato, che prevede la realizzazione di aree boscate in diverse parti della città utilizzando le essenze tipiche della zona (si può anche avviare un accordo con assessorato regionale – Forestale) … la CO2 si abbassa soprattutto col verde

Tecnologie e strumenti per una mobilità sostenibile

La riduzione dei consumi energetici nel settore dei trasporti dipende principalmente dalle scelte di mobilità della popolazione, ma, anche da come è strutturata la rete della mobilità cittadina. Nel documento sono evidenziati i consumi e le emissioni ma a fronte dei dati, che sono significativi, vengono individuate solo tre azioni (si veda pag 69). La disponibilità di tecnologie a minor impatto ambientale nel settore dei mezzi di trasporto pubblico e privato sta aumentando grazie alla produzione di modelli di autovetture e mezzi commerciali a basso consumo (veicoli ibridi e i veicoli elettrici che da tempo sono sul mercato) con indici di consumo e di emissioni di CO2 bassissimi. Per avviare ciò serve la localizzazione e l'istallazione di nuove colonnine. Si tenga presente che l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha normato le forniture di elettricità destinate alla ricarica dei mezzi elettrici e ciò consente l’attivazione punti di fornitura dislocati sul territorio urbano, sia di tipo pubblico che privato (ESCO oppure presso abitazioni e aziende). Sarebbe opportuno che l'amministrazione e in particolare l'assessorato di competenza, verificasse come poter accedere e far istallare questi punti.
Sarebbe poi opportuno adottare le linee guida del Libro Bianco dei Trasporti (2011) dove vengono indicati 10 obiettivi principali e 40 tipologie di iniziative concrete per creare un sistema di mobilità efficiente ed integrato (viabilità esterna, passaggi a a livello ecc....)

  • Mobilità esterna

Servirebbe una voce specifica per questa misura. Dall'incontro è emerso come questo punto possa essere strategico per il territorio e per lo sviluppo di alcune infrastrutture che sono ancora in uno stato embrionale.
Per quanto riguarda lo sviluppo delle ferrovie o altro, in particolare il trasporto pubblico a livello regionale e locale, a sostegno dello sviluppo di infrastrutture (aeroporto di Comiso, e Porti di Scoglitti, Pozzallo ...) e per migliorare l'accessibilità alla rete centrale (RTE-T), nei documenti relativi ai Fondi Strutturali di Investimento Europeo (SIE) 2014/2020, sono già previste, in linea di massima, i principi e gli assi, si veda:
  1. Documento politiche di coesione 2014/2020 pag. 9
  2. Accordo di partenariato Italia (settembre 2014) Sez. A da pag. 50 a pag 100
  3. Accordo di partenariato Italia (settembre 2014) Sez. B da pag. 325
  4. accordo di partenariato Italia (settembre 2014) Sez. 2 da pag. 651
In questo caso servono, se esistono, i progetti relativi a queste infrastrutture da verificare con Trenitalia e Rete ferroviaria Italiana oltre ad una azione politica da avviare insieme ai territori vicini (Comuni vicini) nei confronti del governo regionale e nazionale, affinché si abbia la determinazione delle somme da destinare agli investimenti.


Queste proposte (in particolare quelle che fanno riferimento agli edifici residenziali) sono finalizzate a far diventare il PAES non solo strumento di pianificazione, di tutela ambientale, MA SOPRATTUTTO hanno uno scopo: valorizzare e creare nuove OPPORTUNITA' DI LAVORO PER LE IMPRESE LOCALI.




venerdì 9 gennaio 2015

Nuova Giunta a Vittoria gli auguri di buon lavoro della Cna “C’è molto da fare per dare una risposta alla devastante crisi che sta penalizzando il tessuto economico fatto dalle microimprese

Finalmente abbiamo la nuova giunta. Gli auguri di buon lavoro sono obbligatori, primo perché Vittoria è difficile da amministrare e poi perché i problemi della città sono aggravati da una crisi che sta penalizzando fortemente il tessuto economico fatto di tantissime microimprese”. E’ quanto afferma il responsabile organizzativo della Cna territoriale di Vittoria, Giorgio Stracquadanio, a commento delle novità che si stanno registrando, in queste ultime ore, a palazzo Iacono. “Le grandi questioni che da tempo cercano una risposta definitiva e su cui la nostra organizzazione ha dato il suo contributo, le abbiamo elencate più volte – afferma ancora Stracquadanio – passano dagli strumenti di pianificazione economica come il Prg e il Paes; attraversano la questione delle infrastrutture: autoporto, terzo polo industriale, viabilità (per esempio la non dimenticata questione dei passaggi a livello), Emaia (?); per finire, ma è il primo dei problemi, al contrasto vero alla criminalità organizzata che punta a diventare padrona della crisi. Poi abbiamo le numerose questioni ordinarie: l'eccessivo carico di tributi comunali per cittadini e imprese a cui non seguono servizi adeguati (si vedano, a tal riguardo, le condizioni in cui versa la zona artigianale), una lotta seria ad ogni forma di abusivismo economico, snellimento delle procedure burocratiche nei vari uffici comunali”. Stracquadanio aggiunge: “Siamo consapevoli che il compito dei nuovi amministratori non è facile. Ci vuole una buona dose di determinazione e soprattutto tanta volontà per trovare soluzioni e affrontare le difficoltà esistenti. La Cna solleciterà l'amministrazione comunale guardando ad una maggiore qualità del territorio e difendendo gli interessi legittimi delle imprese che rappresenta. Auspichiamo maggiore attenzione e sostegno alle nostre sollecitazioni da parte di chi ha scelto di amministrare la città”.

sabato 3 gennaio 2015

L’anno nuovo è cominciato con i problemi irrisolti di sempre. Dall’autoporto alla zona artigianale, aspettiamo risposte che non arrivano

Anno nuovo. Ma i problemi sono sempre uguali. Pensiamo che sia poco credibile annunciare che l’anno appena arrivato sarà caratterizzato da venature inebrianti di cambiamento o da una rivoluzione copernicana. I problemi non si sono dissolti in una notte come la neve di Capodanno, sono rimasti sempre gli stessi. Bisogna capire se c'è la voglia e la volontà di affrontarli o se si è ancora più rassegnati alla sindrome da declino”. E’ quanto sottolinea il responsabile organizzativo della Cna territoriale di Vittoria, Giorgio Stracquadanio, avanzando tutta una serie di interrogativi. “La città continuerà a rimanere isolata dalla chiusura dei passaggi a livello? – si chiede Stracquadanio – L'autoporto, struttura per cui da soli ci siamo battuti, sarà un cantiere quasi immobile? Sul terzo polo industriale – altra struttura che ci vede soli nel rivendicarne la realizzazione – è calato definitivamente il silenzio? Il Paes (Piano d'azione energia sostenibile), su cui da tempo chiediamo a che punto è l'iter, che fine ha fatto? La variante di massima del Prg continuerà ad essere un grande dubbio? (la nostra posizione sul Prg è chiara da tempo: poco consumo di suolo e riqualificazione della città). L'Emaia come sarà risanata? Inoltre, la stessa diventerà finalmente punto di riferimento per l'economia e le produzioni di qualità del Sud-Est? Le imposte comunali anche nel 2015 cresceranno? Si continuerà a tollerare ogni forma di abusivismo o si comincerà a fare una lotta seria contro ogni tipo di illegalità economica? L'area artigianale continuerà ad essere terra di nessuno? Questi interrogativi sono temi di fondo, affrontarli con determinazione per cercare di risolverli significherebbe migliorare la qualità della città. I dati (Caritas e vari centri studi) non ci aiutano, fotografano una situazione di estremo disagio del territorio. Siamo una realtà sempre più povera, caratterizzata da un'incertezza economica e sociale che si riverbera soprattutto sulle giovani generazioni”. E Stracquadanio aggiunge: “La criminalità non trova grossi ostacoli e si sta riorganizzando per essere padrona della crisi (non solo a Vittoria), diventando così il nuovo ammortizzatore sociale. La Cna non si rassegna, non se lo può permettere. Quindi per noi l'anno inizia con la consapevolezza delle numerose difficoltà esistenti ma con più determinazione nell'affrontarle. Vorremmo capire cosa farà la classe politico-amministrativa: ci ascolterà oppure continuerà a perdere tempo cercando colpevoli, autoescludendosi?  Si attrezzerà per dare le risposte che deve da tempo?”. 

lunedì 22 dicembre 2014

Il Paes del Comune di Vittoria è finito in un vicolo cieco?

Il Paes, possibile strumento di rilancio per diverse attività imprenditoriali e professionali della nostra città, è finito in un vicolo cieco?”. Questo l’interrogativo che il responsabile organizzativo della Cna territoriale di Vittoria, Giorgio Stracquadanio, si pone dopo che, in seguito alla presentazione di una prima stesura dell'inventario di base delle emissioni, avvenuta lo scorso 16 ottobre da parte del Rtp Caramazza (raggruppamento che si è aggiudicato tramite procedura negoziata l’affidamento del servizio per l’adozione e monitoraggio del Paes), tutto sembra essersi intorpidito. “Rovistando nella rete – prosegue Stracquadanio – abbiamo trovato una lettera datata 19 novembre 2014 che l'Ordine degli ingegneri della provincia di Ragusa ha inviato all'ing. Angelo Piccione, dirigente dell'unità intersettoriale gestione appalti, al sindaco e per conoscenza all'Autorità nazionale anticorruzione. Nella missiva si legge quanto segue: “Il presidente (ing. Angelo Piccione) dispone, altresì, che nel caso qualcuno dei suddetti concorrenti soggetti a verifica (nel caso specifico Spes Consulting in quanto sorteggiata) non sia in grado di dimostrare il possesso dei requisiti dichiarati si procederà all'esclusione, alla rimodulazione della graduatoria, ed all'incameramento della cauzione. Poiché il servizio di cui trattasi è stato affidato in via definitiva al suddetto Rtp Caramazza capogruppo, questo Consiglio dell’ordine, alla luce di quanto sopra esposto, ritiene che con molta probabilità la gara di cui trattasi sia stata aggiudicata dal Comune di Vittoria senza avere completato le verifiche nei confronti della Spes Consulting che, per analogia con il Comune di Paternò, avrebbe dovuto determinare la rimodulazione della graduatoria con individuazione di un aggiudicatario diverso dal predetto Rtp Caramazza capogruppo”. In parole povere, secondo l'Ordine degli ingegneri, il Comune non doveva aggiudicare la stesura del Paes all'Rtp Caramazza. “La cosa – prosegue Stracquadanio – crea preoccupazione e imbarazzo perché entro il 31 gennaio prossimo scadrà il termine per la richiesta del contributo della redazione del Paes e tra la diversa documentazione da allegare c'è anche la delibera del Consiglio comunale di approvazione del Paes. Ecco perché ci rivolgiamo al sindaco per chiedere: ad un mese dall'importante scadenza, si ha certezza di chi deve redigere il Piano di Vittoria? A che punto è la redazione di tutta la documentazione necessaria per entrare nel programma di ripartizione? Facciamo notare come il possesso di un Paes regolarmente approvato dal Consiglio comunale (?) e validato dall'organo tecnico della Commissione europea è precondizione per l'accesso a fondi comunitari. Invitiamo cortesemente il sindaco a rispondere ai nostri interrogativi, dicendoci con sincerità e chiarezza come stanno i fatti. La nostra organizzazione, insieme a tante imprese del settore, ha creduto sin da subito a questo strumento come uno dei mezzi in grado di riattivare la nostra economia. Si rimane in attesa di risposte chiare ed esaustive”.


martedì 11 novembre 2014

La Cna ha incontrato il presidente Crocetta. Sul tappeto la questione della mancata rotazione dei fondi Crias dopo che le somme sono state dirottate sui forestali

La visita del presidente Crocetta alla Fiera Emaia non ha avuto solo un aspetto consacrativo dell'esposizione novembrina. Grazie ad una pubblica e garbata sollecitazione del presidente del Consiglio comunale, Salvatore Di Falco, opportunamente spronato dalla Cna territoriale di Vittoria, il presidente, a margine della sua visita, ha incontrato il presidente regionale Cna Giuseppe Cascone, il presidente della sede di Vittoria, Giuseppe Santocono, con il responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio. Al centro del colloquio lo stallo delle numerose domande di credito deliberate dalla Crias ma non erogate per mancanza di fondi (dirottati sui forestali). E' stato fatto notare come entro il 31 dicembre la Regione deve spendere 500 milioni di euro di fondi Por Fers 2007–2013. Se tali somme non saranno utilizzate torneranno a Bruxelles. Per questo è stato chiesto a Crocetta di rafforzare da subito il fondo di rotazione della Crias in modo da sbloccare le numerose domande che giacciono inevase. “La logica, secondo noi rivoluzionaria – hanno spiegato i vertici della Cna a Crocetta – deve essere accesso al credito per tanti e non contributi per pochi intimi. Solo così si rimette in moto l'economia e la capacità delle imprese artigiane che insieme con l'agricoltura sono il vero motore del nostro territorio e della Sicilia. Un principio che abbiamo ribadito in un documento che avevamo consegnato all'ex commissario straordinario della Crias, avv. Nasca, e che abbiamo riproposto al presidente Crocetta il quale, oltre a condividere le nostre proposte, si è impegnato ad organizzare una conferenza regionale sulla microimpresa siciliana. Da parte nostra continueremo ad incalzare la politica e le istituzioni affinché sostengano con atti concreti il rafforzamento e la crescita delle attività artigianali, le uniche che da sempre creano sviluppo, reddito e occupazione nella legalità”.

giovedì 6 novembre 2014

FONDI CRIAS DIROTTATI SUI FORESTALI


DA LA SICILIA DEL 06/11/2014

E’ una guerra a ritmo di parole e posizioni. Ritmo costante ed incalzante. Da una parte la piccola e media impresa, dall’ altra la politica dei grandi numeri. Il sistema, che a quanto pare non sistema. Non uno scontro tra entità alla pari, purtroppo. La piccola media impresa, sulla quale un intero paese, l’Italia, si regge, oramai da tempo lamenta la mancata facilità circa l’accesso al credito. Già, da tempo! La stranezza sta proprio qui, neanche enti pubblici come la Crias riescono a garantire prestiti deliberati da mesi. Attenzione, non si parla di pratiche ancora in corso di istruzione, ma bensì di documentazioni già esitate, la cui erogazione viene negata per “mancanza di fondi”. Nel frattempo, però, accade che cifre importanti siano destinate ai precari della forestale. Venti milioni di euro che sarebbero stati prelevati dal fondo Crias per l’agricoltura. Anche i forestali sono lavoratori, questo è certo, ma risolto un problema, ed il termine risolto assurge a connotazioni eufemistiche, ne rimangono due senza una immediata soluzione. Il primo, riguarda le imprese artigiane con prestiti deliberati e non erogati ed il secondo, le imprese agricole che al danno per un vissuto momento critico, aggiungono una sorta di beffa per soldi destinati ad altra funzione, ma non quella di settore. Per chiarezza si rende chiaro informare come in Sicilia siano venticinque mila gli operai forestali per una superficie boscata di cinquecentomila ettari. Un operaio ogni venti ettari. La Toscana, regione ricca di boschi ben curati, ha un operaio ogni trecento ettari. Provata a riassumere la vicenda, abbiamo ascoltato alcuni dei titolari di queste imprese artigiane, che poi in realtà sono i titolari di ditte individuali. Autoriparatori, carrozzieri, fornitori di materiali per l’edilizia, ingrosso tessile. Tutti accomunati dallo stesso problema. Una pratica presentata un anno fa e che ancora non è stata erogata. Il confronto con loro è sereno, ma non altrettanto i loro pensieri. Contrariati e delusi. “Ci dicono che i fondi non ci sono, ma per i forestali ci si premura ad attingere dal fondo Crias per l’agricoltura. Parliamo di venti milioni di euro. Come è possibile?”. I forestali – racconta Giuseppe, titolare di una ditta individuale per la fornitura di materiale edile - non hanno la stessa pazienza degli artigiani o degli agricoltori, ma hanno qualche deputato che si avvantaggia elettoralmente della loro disperazione. Non ci interessa – aggiunge Grazia, socia di una ditta familiare del comparto tessile – fare la guerra a dei precari, ma in Sicilia anche i neonati sanno come dietro i forestali ci sia un sistema fatto di cattiva politica, clientelismo, assistenzialismo e tanta fantasia approssimativa che genera consenso”. E’ disgustoso – continua Rocco, autoriparatore, – vedere come questo scippo, (in riferimento ai fondi per i forestali ndr), sia stato salutato positivamente dal Governatore e da diversi parlamentari regionali, quasi fosse una cosa di cui vantarsi. La piccola impresa siciliana, per il sistema politica, non merita nessuna considerazione. E’ un peso. Una cosa è certa – conclude Giuseppe –, con quest’atto hanno fatto chiarezza. Ci hanno dimostrato come le difficoltà dei seimila piccoli imprenditori artigiani e dei trentamila piccoli imprenditori agricoli operanti in provincia di Ragusa, a loro non interessino”. Fondi di rotazione o capitoli destinati a ciascuna di queste operazioni, in realtà, cambia poco. Da comprendere c’è una situazione che riguarda specifiche soluzioni a corredo di un comparto. Attendere oggi è impossibile. Le ditte questo lo sanno. La politica deve capirlo. In fretta.
Davide La Rosa