Visualizzazioni totali

venerdì 13 gennaio 2017

I danni che si susseguono nel mondo agricolo colpiscono senza tregua anche le imprese artigiane.



“La crisi commerciale prima, la virosi poi, seguita dal virus che colpisce la zucchina (New Delhi), ora il gelo. Tutti fatti che si sono susseguiti in poco tempo e non hanno messo al tappeto soltanto il mondo della produzione agricola locale, hanno anche colpito le numerose attività di servizio all'agricoltura”. A sottolinearlo il presidente della Cna comunale di Vittoria, Giuseppe La Terra, con il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio. “Le imprese di produzione imballaggi, il trasporto, l'impiantistica specializzata, in questo periodo – continuano i due vertici della Cna locale – hanno sostenuto e dato fiducia alle numerose imprese agricole che hanno dovuto riavviare le loro attività dopo ogni evento dannoso. Ogni nuova campagna produttiva è stata però colpita da un altro evento e quindi la conseguente mancanza di reddito ha determinato e sta determinando l'insolvibilità nei confronti di chi ha dato fiducia. Alcune ditte di produzione imballaggi sono sovraesposte con le banche e con i fornitori. Per rientrare hanno già avviato i procedimenti allo scopo di sospendere la propria forza lavoro. L'Amministrazione comunale ha approvato la delibera per chiedere al presidente della Regione e alla presidenza del Consiglio dei ministri la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Atto giusto, importante e doveroso, ma non può bastare. Servono provvedimenti nuovi e immediati che sappiano guardare l'economia di una zona in modo complessivo. Bisogna cominciare a costruire rapporti diversi con Regione e stato centrale. Manca la voce e l'impegno dei parlamentari regionali e nazionali che in poche occasioni hanno ascoltato il territorio. Tutto è confermato dall'assenza di provvedimenti normativi che venivano chiesti a gran voce nelle assemblee. Nessuna moratoria per le cartelle esattoriali, nessuna agevolazione al credito, nessuna misura a sostegno del reddito delle imprese, mancanza di misure per il sostegno alla forza lavoro. Possiamo solo affermare, senza essere smentiti, che per le imprese, parallelamente alle difficoltà, sono cresciuti il carico fiscale e contributivo. Al sindaco diciamo di istituire un tavolo permanente sulla crisi economica di questa zona che interloquisca direttamente con Regione e Governo. Passerelle e annunci scoppiettanti fatti da questo o da quel deputato hanno fatto il loro tempo. Lo diciamo con rammarico: avremmo voluto parlare delle cose fatte dai nostri parlamentari, purtroppo poco è stato fatto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti”. 


giovedì 12 gennaio 2017

Riqualificare il nostro patrimonio edilizio per far ripartire l'economia

Negli ultimi anni l'urbanistica del nostro territorio ha accumulato una vasta serie di anomalie. La poca capacità gestionale, lo spontaneismo progettuale, la disattenzione politica ... hanno prodotto una città con un'urbanizzazione sfrenata e insostenibile sia da un punto di vista ambientale, sia sociale che economico. L'ISPRA (Istituto Superiore per la. Protezione e la Ricerca Ambientale) nell'ultimo rapporto "Consumo di suolo dinamiche territoriali e servizi ecosistemici" evidenzia come  Vittoria sia tra le prime venti città italiane ad aver consumato maggior suolo dal 2012 al 2015. Superiamo di gran lunga la media nazionale e in Sicilia siamo secondi solo a Palermo (si vedano le figure allegate). La nostra città ha un ampio patrimonio edilizio deteriorato, da riqualificare, da valorizzare, da rendere energeticamente attivo. Per fare questo servono strumenti, a partire dal  Piano Regolatore Generale (PRG), idonei che sappiano esaltare questi concetti. Serve anche capire che fine ha fatto il nostro Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile (PAES), uno dei pochi a non essere stato ancora approvato.   La filiera dell'edilizia non riparte macinando altro territorio ma puntando sulla sicurezza dell’abitare, sulla qualità sociale e ambientale delle periferie degradate e scommettendo sulle energie rinnovabili. le imprese locali lo hanno capito da tempo. PRG e PAES, insieme ad altri strumenti di pianificazione territoriale, se attivati in tempi brevi, possono far ripartire l’occupazione e l’impiego dell’imprenditoria locale, entrambe attualmente al palo. Il 2016 è stato un anno con poche luci e molte ombre per il comparto delle costruzioni di questa città. Per il suo rilanciarlo servono nuovi mezzi: dalle semplificazioni delle procedure burocratiche, agli incentivi (attendiamo che la nostra proposta sull'abbattimento degli oneri urbanistici prenda forma), ma soprattutto servono progetti che possano fare arrivare fondi per migliorare e rendere attraente Vittoria e Scoglitti.  L'agricoltura in questi anni è entrata in una crisi profonda, oramai strutturale, che sta segnando pesantemente l'economia della città. Il turismo viene individuato, da tanti, come il settore che possa dare un nuovo sviluppo e su cui puntare con forza. Per centrare quest'obbiettivo serve però concentrarsi sulla rigenerazione di un territorio che presenta troppe anomalie. La parziale riconversione economica di questa città - comunque legata all'agricoltura - non può certamente passare per il consumo di suolo e la cementificazione. Invitiamo l'amministrazione ad avviare con convinzione nuovi percorsi. Pensiamo, alla luce dei dati che stiamo fornendo, che si debba istituire un tavolo istituzionale specifico su questi temi. Mai come ora la politica locale deve attrezzarsi e darsi una mossa, altrimenti per l'economia, per le imprese del territorio e per il futuro delle giovani generazioni non rimane che prepararsi al peggio del già peggio.

     

giovedì 15 dicembre 2016

L’abusivismo nell’area ipparina ha raggiunto dimensioni mai viste prima d’ora. La forte denuncia delle varie Cna presenti in zona: “Pronti a promuovere una manifestazione per coinvolgere gli enti locali territoriali ad intervenire”


Un danno alle “imprese reali”, un rischio per i cittadini consumatori, un problema per lo Stato e le amministrazioni locali. Sono gli effetti dell’abusivismo. Un fenomeno che sta assumendo dimensioni preoccupanti, mai raggiunte prima d’ora, e che sta colpendo con forza anche l’area ipparina. Questo il senso della forte denuncia delle Cna territoriali della zona in questione i cui vertici hanno tenuto stamane una conferenza stampa nella sede di Comiso. Erano presenti Carmelo Basile e Roberto Bordonaro per la Cna di Santa Croce, Giuseppe La Terra e Giorgio Stracquadanio per la Cna di Vittoria, Giovanni Calogero e Salvatore La Rosa per la Cna di Comiso. Ma chi è l’“abusivo” che fa concorrenza sleale alle “imprese vere”? “In genere – hanno sottolineato i rappresentanti dell’associazione di categoria – sono persone che non hanno la qualifica richiesta ed esercitano senza osservare le precauzioni di igiene e di sicurezza previste dalle norme o ex titolari d'imprese che travolti da debiti esattoriali hanno chiuso l'attività e la continuano in nero. Questi soggetti sono dei veri latitanti per il fisco, per l'Inps, per la Camera di Commercio, per il Comune. Tutti sanno dove si trovano ma nessuno li blocca”. Sono stati forniti anche alcuni dati specifici. Sono 1.780 le imprese artigiane attive nel comprensorio Acate, Comiso, Santa Croce e Vittoria (950 a Vittoria, 610 a Comiso, 110 ad Acate, 110 a Santa Croce). Dall’1 gennaio 2015 ad oggi sono state presentate in tutta la provincia oltre 680 domande di cessazione all'Albo artigiani. Circa 220 solo nel comprensorio in questione. Esclusi i pochi che hanno chiuso perché sono andati, legge Fornero permettendo, in pensione, molte sono le attività che continuano in nero. “A gennaio – hanno spiegato i vertici delle Cna territoriali – organizzeremo una prima manifestazione per coinvolgere e sensibilizzare i Comuni, le principali istituzioni presenti sul territorio. E’ opportuno che si registri una inversione di tendenza per frenare il fenomeno in questione”.

sabato 3 dicembre 2016

La Cna di Vittoria incontra l'amministrazione. "Lo sviluppo economico passa dal rilancio dell'edilizia"



Rilanciare il settore dei lavori pubblici, e più in generale il comparto dell'edilizia, costituisce un insostituibile volano per l’economia di Vittoria. Questa la sintesi dell'incontro che la Cna territoriale ha avuto con il sindaco Giovanni Moscato e l'assessore ai Lavori pubblici Paolo Nicastro. Un rilancio necessariamente legato alla presenza di progetti, gli unici strumenti che permettono di accedere, tramite bando, ai fondi comunitari, nazionali e regionali. L'assessore Nicastro ha assicurato che alcuni progetti sono stati già elaborati dagli uffici mentre altri sono in fase di definizione. “In particolare – spiegano il presidente della Cna territoriale di Vittoria, Giuseppe La Terra, con il responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio – ci è stato riferito che per quanto riguarda rete idrica, depuratore, piano traffico e piano spiagge si sta lavorando per completare e aggiornare gli elaborati. Abbiamo chiesto di accelerare i tempi perché la commissione europea, solo per la Sicilia, ha stanziato 3,41 miliardi di euro. Una parte consistente di queste somme deve essere impiegata per il trattamento delle acque reflue e l’approvvigionamento idrico. Nel corso dei primi mesi del 2017 usciranno i primi bandi. Vittoria deve centrare questi obiettivi che sono importanti per la città, per le sue economie e in particolare per le tante attività del comparto costruzioni. Abbiamo anche sottolineato l'importanza del riuso e della riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. In questi ambiti c'è molto lavoro per le nostre imprese artigiane, per questo abbiamo rimarcato l'importanza di affrontare anche questioni relative alle finalità e al ruolo del social housing e degli investimenti sulle nuove politiche per l’abitare. Naturalmente a queste misure va associata una politica di riduzione degli oneri di urbanizzazione che la città attende. E’ stato quindi un confronto franco, chiaro, sereno che avrà un seguito perché come Cna riteniamo che il settore delle costruzioni sia davvero una parte strategica della nostra economia. E per questo intendiamo stimolare l'amministrazione da una parte ad investire sulle opere pubbliche, dall'altra ad adottare incentivi e agevolazioni che spingano l'edilizia privata”.

martedì 25 ottobre 2016

Le Cna territoriali di Comiso, Santa Croce e Vittoria decidono di proclamare lo stato di agitazione contro l’abusivismo imperante.


Adesso basta. Proclamato lo stato di agitazione contro l'abusivismo imperante. Questa la decisione presa dai direttivi delle Cna territoriali di Comiso, Santa Croce Camerina e Vittoria, alla presenza del presidente provinciale Cna Ragusa, Giuseppe Santocono, che si sono riuniti venerdì scorso nella sede casmenea dell’associazione di categoria. Ogni giorno le piccole imprese di differenti settori economici, che operano nella legalità, competono a viso aperto investendo e sopportando un carico fiscale che supera il 60% annuo. Di contro si trovano come concorrenti attività invisibili al fisco e ad ogni tipo di controllo. Una competizione assurda che vede sempre e solo l’affermazione economica delle seconde sulle prime. Si è affermato un principio illogico: rispettare le regole è da cretini. La cosa ancora più fastidiosa è l'eccessiva tolleranza delle istituzioni verso queste attività. Tutti conoscono la situazione, ma nessuno prende uno straccio di iniziativa a contrasto. “Viceversa – spiegano dai direttivi delle Cna territoriali che hanno animato l’incontro in questione – registriamo un'intolleranza eccessiva nelle piccole infrazioni di chi opera nella legalità, anche in un momento così complicato della nostra economia. Perché tutta questa indulgenza verso la totale illegalità? Come mai tanto accanimento verso le piccole infrazioni di chi fa impresa legalmente? La misura è colma. Inizieremo a spronare le strutture istituzionali più vicine: i comuni. Chi opera nel sommerso spesso non paga neanche le imposte comunali. Le amministrazioni vogliono continuare a coprire queste "forme d'impresa"? E' arrivato il momento di affrontare questo problema trovando più soluzioni: dalle misure per l’emersione, alle denunce verso gli organi preposti. Rinunciare significa ammettere che l'abusivismo nei fatti viene elevato a nuovo modello di sviluppo di questo territorio”. 

giovedì 20 ottobre 2016

Crisi in agricoltura, la Cna territoriale di Vittoria: “Gli operatori del settore degli imballaggi e dell’impiantistica in grave difficoltà. La crisi del prezzo prevede indennizzi solo per le imprese agricole”




“La caduta dei prezzi di diversi prodotti agricoli rispetto allo scorso anno, in particolare pomodoro e zucchina, due articoli che dovrebbero avere in questo periodo un prezzo alla produzione molto più elevato (si veda la differenza tra la mercuriale 2015 e 2016), tiene in allarme alcuni settori a servizio della serricoltura. In particolare gli operatori del settore degli imballaggi e dell'impiantistica risultano essere fortemente preoccupati”. A sottolinearlo il presidente della Cna territoriale di Vittoria, Giuseppe La Terra, con il responsabile organizzativo, Giorgio Stracquadanio. I quali aggiungono: “Molte imprese agricole hanno ordinato e ritirato imballaggi sia in legno che in cartone ma gli incassi ottenuti dalla vendita dell'ortofrutta non permettono di regolarizzare o saldare le commesse. Stessa cosa per gli impiantisti che hanno effettuato manutenzioni agli impianti idrici/elettrici di molte aziende agricole e attendono di essere pagati. Come sempre l'ennesima crisi del prezzo si scarica anche sulle imprese al servizio della produzione agricola. Molte attività di produzione imballaggi, proprio per i mancati incassi, sono in procinto di avviare un ridimensionamento del personale. E' venuto il momento di dirlo forte e chiaro: la filiera agricola va guardata nella sua interezza. La crisi del prezzo spesso prevede forme di indennizzo solo per le imprese agricole. Non sarebbe il caso di cominciare a guardare anche le altre forme di impresa che da sempre rimangono al palo?”.


giovedì 6 ottobre 2016

Autoporto di Vittoria, struttura non del tutto collaudata. Serve programmare un modello di società di gestione.


La Cna territoriale di Vittoria ha tenuto un primo incontro con l'amministrazione Moscato sul futuro dell'autoporto di Vittoria. “Abbiamo appreso dall'assessore Paolo Nicastro e dal dirigente Angelo Piccione – dicono il presidente, a livello territoriale, dell’associazione di categoria, Giuseppe La Terra, assieme con il responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio – che la struttura ancora non è stata collaudata integralmente e che le verifiche termineranno orientativamente tra un paio di mesi. Esiste una delibera del 20 aprile scorso, fatta quindi dalla Giunta precedente, che dava un indirizzo per come gestire il primo stralcio dell'opera. Nell'atto si legge che l'opera “venga affidata con procedura ad evidenza pubblica … nelle more dell'espletamento della procedura … di affidare la gestione provvisoria, senza oneri né canoni ma con l'accollo delle spese di gestione ordinaria per un periodo minimo di mesi dodici (eventualmente prorogabili di ulteriori sei mesi) a soggetti da individuare con una forma di procedura semplificata ...”. Quest'atto in parte è superato perché nel frattempo è intervenuta la nuova normativa, decreto legislativo n.50 del 18/04/2016, che cambia nella sostanza il bando e l'affidamento”.
“La Cna – continuano La Terra e Stracquadanio – ha sempre sostenuto che l'opera, essendo stata realizzata con fondi pubblici, dovrebbe rimanere in parte sotto controllo pubblico. Naturalmente non abbiamo alcuna pregiudiziale e siamo aperti al confronto. Agli amministratori è stato evidenziato come la Società Interporti Siciliana (Sis), società ad intero capitale pubblico, gestisce e programma alcune importanti infrastrutture logistiche regionali. Abbiamo inoltre invitato l'amministrazione, nelle more che i collaudi dell'opera siano completati, a verificare sia con la Sis ma anche con le altre istituzioni (Comuni vicini) se esiste la volontà di avviare un soggetto che guardi alla gestione dell'opera che servirà un’area che ricade in uno dei due assi logistici siciliani: Gela, Caltagirone, Catania; un’area che sta avendo un particolare sviluppo nella movimentazione delle merci e ha bisogno di potere contare su piattaforme ampie e funzionali”.
Per quando riguarda il secondo stralcio dell'opera, l'assessore Nicastro ha fatto presente che è stata avviata una interlocuzione positiva con la Regione. “Abbiamo evidenziato – dicono ancora La Terra e Stracquadanio – che l'autoporto di Vittoria e l'interporto di Catania sono le uniche due opere realizzate, delle nove previste dall'accordo di programma sui trasporti e la logistica, quindi se le somme delle altre strutture non si sono volatilizzate potrebbero essere utilizzate per completare definitivamente l'opera. Eravamo e siamo coscienti che realizzare e far partire quest'opera era ed è un'impresa complicata, ma questo territorio non può permettersi che una struttura così strategica diventi una cattedrale nel deserto delle incompiute siciliane. Non abbassiamo la guardia e stimoleremo positivamente l'amministrazione affinché l'autoporto diventi una realtà”.