“Abbiamo
appreso che l’agenzia Inps di Vittoria è prossima alla chiusura.
La voce chiamata riduzione della spesa, spending review con un
termine anglofono che addolcisce e giustifica l'idea di abbandono
dello Stato, sta colpendo esclusivamente il comprensorio ipparino,
un'area di oltre 100mila persone”. Lo denunciano la Cna
territoriale di Vittoria e la Cgil. L’organizzazione di categoria e
il sindacato dei lavoratori mettono in evidenza, infatti, che
“l'agenzia copre i bisogni di un territorio che comprende i Comuni
di Acate, Comiso e Vittoria. Dopo il Tribunale, l'Agenzia di
Riscossione Sicilia, il ridimensionamento delle forze dell'ordine
(polizia stradale), adesso tocca all’Inps e poi, magari fra qualche
tempo, pure all'Agenzia delle Entrate. La Cna, la Cgil e le aree
delle organizzazioni sindacali e di categoria faranno la loro parte
ma vorremmo che le amministrazioni locali del comprensorio, in
particolare i sindaci dei tre comuni, facessero sentire la loro voce
in merito. I cittadini, i lavoratori, i pensionati e le imprese non
esistono solo per pagare le tasse ma vanno anche serviti attraverso
la presenza delle strutture istituzionali dello Stato per assicurare
il pieno godimento dei diritti costituzionalmente garantiti”.
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giovedì 19 luglio 2018
sabato 14 luglio 2018
La vergogna dei rifiuti cimiteriali abbandonati nella riserva del Pino d'Aleppo
Foto tratta da La Sicilia del 13/07/2018
Abbiamo sempre sostenuto e continueremo a sostenere che la voglia di fare, la “cultura d’impresa”, cresce e si sviluppa se in un territorio si creano politiche che puntino al miglioramento dello stesso. Apprendere che scarti cimiteriali vengono abbandonati nelle riserva del Pino d’Aleppo non fa solo indignare. Questo gesto crea un disprezzo e una ripugnanza, nei confronti di chi lo ha fatto, che non conosce limiti. Intanto come organizzazione ci auguriamo che i colpevoli di questo scempio vengano individuati al più presto e puniti duramente. Pensiamo che chi ha compiuto quest’atto, vile e meschino, non possa essere un titolare di attività in regola. Molto probabilmente è una delle tante attività abusive che imperversano nel territorio e che le istituzioni tutte, malgrado le nostre sollecitazioni e le nostre denunce, non riescono mai ad individuare. Facciamo notare che la CNA Territoriale è stata promotrice di un accordo di programma con Il libero Consorzio dei Comuni di Ragusa (ex Provincia) che prevede ai privati cittadini che producono quantità molto limitate di rifiuti, derivanti dal cantiere in cui sono prodotti, di conferire gli stessi, in maniera gratuita, presso i Centri comunali di raccolta. Ma soprattutto prevede che le attività del settore edile possono conferirne, nei centri di raccolta volumi significativi di i rifiuti da demolizione senza la necessità di predisporre le analisi degli stessi.
Per essere molti chiari, è un accordo che premia chi opera nella legalità e invita a chi opera in nero a regolarizzarsi. Questo gesto ci dice con estrema chiarezza che l’eccessiva comprensione delle istituzioni verso chi opera illegalmente non può più essere tollerata.
sabato 30 giugno 2018
Bando regionale di 35 mil € per la bonifica di aree inquinate . Invitiamo l'amministrazione a partecipare.
35.412.757,55
€ per
bonificare
le
aree inquinate secondo le priorità previste dal Piano Regionale di
Bonifica.
Queste
le disposizioni diffuse dal
Dipartimento dell’Acqua e dei Rifiuti, della
Regione siciliana. Le somme individuate
sono
relative
all’Azione
6.2.1 prevista
dal PO FESR 2014-2020 che ha come obiettivo la restituzione all'uso
produttivo di aree inquinate. Una
misura che punta a realizzare interventi di risanamento ambientale di
quelle aree del territorio siciliano che risultano inquinate, con
conseguenti situazioni di rischio sia ambientale che sanitario, tali
da determinare l’inibizione del territorio e/o delle sue risorse
per attività produttive, turistiche o di servizi a favore della
collettività.
All’interno
del Piano Regionale di Bonifica ci sono molti siti che ricadono nella
nostra provincia. In particolare per quanto riguarda il territorio di
Vittoria vi sono sei siti che possono essere bonificati. Uno
di questi è a Scoglitti,
numero identificativo 907 , in stato di abbandono, non è
autorizzato ed è caratterizzato da rifiuti pericolosi (si
vedano le pag. 39, 53, 70, 80, 87 del Piano allegato).
Considerato
che le
operazioni ammissibili al contributo finanziario dell’Avviso
sono gli interventi di “ messa in sicurezza permanente” , “
bonifica” e “ ripristino e ripristino ambientale”, invitiamo
l’amministrazione a partecipare a questo bando. La
riqualificazione del territorio e fondamentale per il rilancio delle nostre
economie legali.
Facciamo
presente che le
domande, comprensive di tutti gli allegati, dovranno pervenire entro
il
90°
giorno dalla
data di pubblicazione del
bando
sulla GURS.
http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_AssEnergia/PIR_Dipartimentodellacquaedeirifiuti/PIR_Bandi/PIR_BandoPOFESR_Azione_6_2_1/DDG%20521%20Avviso%20Azione%206.2.1%20e%20allegati.pdf
Piano Regionale Bonifiche
http://www.regione.sicilia.it/presidenza/ucomrifiuti/piano/piano%20bonifiche_6.pdf
martedì 22 maggio 2018
Vicenda passaggia a livello, forse si apre qualche spiraglio?
La vicenda passaggi a livello troverà forse
una soluzione? Si apre uno spiraglio all'isolamento che Vittoria vive giornalmente da decenni? FORSE!!
Abbiamo
letto con
attenzione, sia
sui social e sia sulla stampa,
dell’accordo
tra Regione Sicilia e Trenitalia. Un
contratto incentrato tutto su
tre obbiettivi: sicurezza,
confort e puntualità (sic). Un’intesa
che sarà caratterizzata da investimenti corposi e copiosi: oltre un
miliardo di euro. E’ normale che questi investimenti non
riguarderanno soltanto i mezzi, cioè i treni, ma anche e soprattutto
la rete ferroviaria, con
annessi e connessi. Quindi,
se
non si tratta dell'ennesimo sannuncio ad effetto, questa, FORSE,
potrebbe essere la volta buona per far uscire Vittoria dalla
condanna all’isolamento
in cui viene cacciata, (almeno
cinque volte al giorno e
per oltre venti minuti)
da decenni. La CNA oltre a sollevare il problema da tempo ha fatto anche alcune
proposte. Alla luce di questo nuovo accordo, sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale avviasse urgentemente un’interlocuzione con la Regione.
Il
rilancio economico di questa città parte dal miglioramento della
qualità dei servizi, in primis la
viabilità in entrata e in uscita dalla città.
Infine
vogliamo evideziare al sindaco Moscato, ma soprattutto e ai vari candidati a sindaco
di Comiso, che gli Ospedali di Comiso e Vittoria sono oramai un unico centro
che offre servizi sanitari differenziati al nostro territorio. Spesso
i degenti, dell’una o dell’altra struttura, vengo trasportati in
ambulanza, o a Comiso oppure a Vittoria, per effettuare accertamenti.
E’ triste vedere ambulanze con i lampeggianti accesi, imbottigliate negli
enormi ingorghi che si creano quando i passaggi a livello sono
chiusi. Vi invitiamo a non sottovalutare questo problema. Dobbiamo
per forza attendere la tragedia?
giovedì 3 maggio 2018
Rinnovo dell’albo imprese di fiducia del Comune di Vittoria: questione non più rinviabile
Il
rinnovo dell’albo delle imprese di fiducia del Comune è un atto
non più rinviabile per le numerose attività che operano nel
territorio. E’ questa l’esigenza venuta fuori dal confronto tra
il direttivo della Cna comunale di Vittoria e gli assessori Paolo
Nicastro (Lavori pubblici) e Alfredo Vinciguerra (Cottimi e
manutenzioni). “Infatti – chiariscono il presidente della Cna di
Vittoria, Rocco Candiano, con il responsabile organizzativo, Giorgio
Stracquadanio – dopo il lungo iter che ha portato il Consiglio
comunale ad approvare, il 9 aprile scorso, il regolamento per
l’affidamento dei contratti pubblici di importo inferiore alle
soglie di rilevanza comunitaria, così come voluto dall’Autorità
nazionale anticorruzione (Anac), serve rinnovare, tramite bando,
l’albo delle imprese di fiducia. Da più di due anni l’elenco in
questione non viene aggiornato, molte imprese hanno cambiato ragione
sociale, altre si sono cancellate dalla Camera di Commercio, quindi
l’albo attuale vede la presenza di pochissime imprese”. Entrambi
gli assessori hanno evidenziato come anche per l’amministrazione il
rinnovo dell’albo sia un’esigenza non più rinviabile. La Cna,
considerata la convergenza, ha chiesto l’istituzione di un tavolo
di confronto. Infatti, esiste già una bozza di bando di rinnovo che
va sicuramente integrata con proposte che tengano in considerazione
le esigenze legittime delle imprese locali.
sabato 14 aprile 2018
Occorre fare in fretta
Non
ci sono tavoli che tengono. Non è più tempo di occupazioni di aule
consiliari studiate per interloquire con le istituzioni. Non c’è
più spazio per i comitati agricoli pseudo-spontanei. Con difficoltà
abbiamo girato per il territorio e non esistono parole per descrivere
o immaginare la catastrofe economica in cui è precipitata l'intera
filiera serricola di questa terra. Non bastavano le alterazioni sulla
formazione del prezzo alla produzione dei prodotti ortofrutticoli,
adesso anche il vento che sferza fino a distrugge, anzi a spianare,
tutto quello che poteva assomigliare ad una serra in produzione.
In
questi anni l'infinito bla bla bla sull'agricoltura ha solo
rimpolpato le carriere politiche di certi personaggi. Peggio ancora,
ha permesso ad alcuni di entrare in politica giocando prima con la
speranza e poi con la disperazione di un’intera categoria. Ma
il gioco è finito. Guardando le immagini di ciò che resta non c’è
più spazio per le parole. Servono fatti concreti, scelte
coraggiose, atti precisi.
La
fascia trasformata deve diventare un’area franca per almeno un
quinquennio. Qui serve ridurre l’aliquota IVA, IRPEF/IRAP e la
contribuzione previdenziale sia per gli autonomi che per i
dipendenti. Bisogna bloccare i ruoli esattoriali, rivedere la
programmazione dei fondi europei e rafforzare i fondi di rotazione
di CRIAS, IRCAC e IRFIS per facilitare l’accesso al credito. Non è
più tempo di selfie, di foto istituzionali né di pacche sulle
spalle. Non c’è Unione Europea che tenga. O la fascia trasformata
diventa un territorio dove le imprese locali, in particolare le
microimprese presenti, per ripartire godano di agevolazioni fiscali
e previdenziali, oppure
dopo
essere affondate,
dopo aver toccato il fondo, si
metteranno
a scavarlo
il fondo ... fino a farsi seppellire.
martedì 10 aprile 2018
E' TEMPO DELLE SCELTE FORTI
Vittoria sembra come intontita. La notizia della tragica fine del giovane produttore, Giovanni Viola, ha stordito la città. Da anni i sintomi di questo dolore hanno covato sotto la pelle dei tanti produttori agricoli, degli artigiani e dei commercianti. Nel silenzio più totale le crisi hanno cannibalizzato le tante microimprese di questa terra e con le ossa si sono pulite i denti. La morte di Giovanni Viola, nella sua immensa tragicità, ci svela definitivamente come il corpo dell’economia reale, quello delle piccole imprese, sia pieno di metastasi. Di contro c’è un capitalismo di rendita che in tutto questo tempo si è arricchito e non ha investito nulla. Un capitalismo di rapina che ha depredato senza pagare dazio. Tutto questo è stato permesso. Qui non sta solo fallendo un modello economico, qui siamo davanti alla bancarotta etica e politica di un itero territorio.
Servono misure urgenti. Se è vero che la Regione Siciliana detiene il 99,885% delle azioni di RISCOSSIONE SICILIA S.p.A (il restante pacchetto azionario, pari allo 0,115%, è detenuto da Equitalia S.p.A. che è in liquidazione) bisogna intanto bloccare tutte le procedure e poi annullare gli aggi e rivedere la normativa sanzionatoria. Musumeci, Armao e la pletora di deputati regionali che li sostengono per una volta abbiano il coraggio di applicare realmente lo Statuto autonomista per tutelare l’economia siciliana. Anche il Comune faccia la sua parte. Blocchi la campagna di riscossione coattiva dei tributi locali e preveda una rateizzazione degli stessi che venga incontro alle esigenze delle imprese e dei cittadini. Tutto il resto: tavoli anti crisi, incontri, convocazioni, assemblee ... sono vacue azioni di autopromozione politica.
E’ il tempo delle scelte forti e coraggiose per evitare che questo gesto venga emulato. Non farle, o peggio ignorarle, significa dare seguito al vecchio detto siciliano: do muortu sinni parra tri jorna, i peni cu l’avi si teni (il lutto dura tre giorni, i problemi chi ce li ha se li tiene).
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